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Rassegna stampa

I principali fatti del giorno in pillole per le imprese: economia, finanza, fisco, crisi d'impresa e consulenza del lavoro.


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NULLITA' E ANNULLABILITA' DELLA DELIBERA DI APPROVAZIONE DEL BILANCIO

Pubblicato il 23 settembre 2022 alle 14.45

La delibera di approvazione del bilancio può essere oggetto di impugnazione nei seguenti casi:

• Vizi di procedura.

In tal caso può essere chiesto l’annullamento della delibera e, con esso, del bilancio. I vizi procedurali che comportano l’annullabilità del bilancio sono i seguenti:

- Omesso o tardivo deposito presso la sede sociale del progetto di bilancio

- Mancato deposito della Relazione degli amministratori

- Ritardata trasmissione dello schema di bilancio ai sindaci (ove questi ultimi non vi abbiano acconsentito)

- Ritardato o omesso deposito della Relazione del collegio sindacale

- Mancanza di requisiti in capo ai Sindaci che hanno redatto la relazione

- Difetti di convocazione

- Vizi nelle deleghe assembleari (partecipa al voto un soggetto privo di una delega valida)

- Incompletezza/inesattezza del verbale di approvazione

- Invalidità dei singoli voti o errore di conteggio dei quorum determinanti ai fini della delibera.

L’annullabilità delle delibere assembleari è disciplinata ai sensi dell’art. 2377 c.c., secondo il quale le deliberazioni non prese in conformità della legge o dello statuto possono essere impugnate dai seguenti soggetti interni:

> Soci assenti, dissenzienti o astenuti che possiedono tante azioni aventi diritto che rappresentino l’uno per mille del capitale nelle società quotate o il 5% nelle società non quotate. Tali percentuali possono essere ridotte o escluse dallo statuto. I soci che non rispettano tali requisiti quantitativi non possono impugnare le delibere assembleari per annullabilità, però possono presentare richiesta di risarcimento danni;

> Amministratori o dal consiglio di sorveglianza;

> Collegio sindacale.

L’impugnazione delle delibere assembleari (e il risarcimento del danno per i soci che non possono impugnare la delibera) per richiederne l’annullabilità deve essere proposto entro un determinato termine, ovvero entro 90 giorni dalla data di deliberazione o dalla data di iscrizione nel registro delle imprese (se la delibera deve essere soggetta a iscrizione nel registro delle imprese).

• Vizi nel contenuto del bilancio.

In tal caso può essere chiesta la nullità della delibera solamente in specifici casi di più complessa interpretazione. Partendo dalla norma generale dell’art. 2423, il legislatore stabilisce che:

- Il bilancio deve essere redatto con chiarezza;

- Devono essere fornite tutte le informazioni per una rappresentazione veritiera e corretta;

- Il redattore del bilancio ha il dovere di disapplicare norme tecniche se incompatibili con la rappresentazione veritiera e corretta.

Per aversi la nullità del bilancio a seguito di vizi del bilancio è necessario che i vizi non siano meramente formali, bensì la violazione deve effettivamente alterarne la sostanza (Cass. SS. UU. N. 27/2000) indipendentemente dal fatto che si tratti di violazione del principio di chiarezza, di verità o di correttezza. Altra sentenza chiarificatrice in merito alla gravità del vizio nel contenuto affinché ricorra la casistica della nullità è quella della Cassazione n. 928/2003, in base alla quale il bilancio è nullo per difetto di chiarezza nel caso in cui risulti una situazione idonea a generare incertezze o erronee convinzioni circa la situazione economico-patrimoniale della società. Alcuni esempi in cui è affermata la nullità del bilancio sono la mancata iscrizione di fondi esistenti, mancata previsione delle indicazioni richieste dalla legge per le singole poste, attribuzione di valori irragionevoli agli elementi del bilancio.

• Vizi derivanti da mancata convocazione dell’assemblea e/o mancata redazione del verbale di approvazione del bilancio.

Le casistiche in esame comportano la nullità ai sensi dell’art. 2379 c.c..

In merito agli ultimi due punti esaminati, ricordiamo che il legislatore stabilisce come possono impugnate per nullità le delibere assembleari da chiunque vi abbia interesse entro un termine di 3 anni dalla sua iscrizione o deposito presso il registro delle imprese o dalla trascrizione nel libro delle adunanze dell’assemblea.


Dott. Caglieri Simone



 

CONTRIBUTI ENERGIA PER GLI ENTI DEL TERZO SETTORE

Pubblicato il 23 settembre 2022 alle 13.50

Nell’ambito del DL “Aiuti-ter” sono previsti alcuni contributi a fronte dell’aumento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas naturale per le attività svolte nel settore no profit quali:

- per gli enti iscritti al RUNTS, per le ODV e APS in fase di trasmigrazione e per le ONLUS, è previsto il riconoscimento di un contributo pari al 25% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel primo, secondo, terzo e quarto trimestre 2022 e un contributo pari al 25% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale consumato nel primo, secondo, terzo e quarto trimestre 2022 (per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici);

- per gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti che gestiscono servizi sociosanitari e sociali svolti in regime residenziale, semiresidenziale e domiciliare rivolti a persone con disabilità, un contributo a parziale ristoro dei costi sostenuti per l’energia elettrica e termica nel terzo e quarto trimestre 2022;

- l’incremento di 50 milioni di euro per il 2022 del fondo per l’erogazione di contributi a fondo perduto per le associazioni e società sportive dilettantistiche che gestiscono impianti sportivi e piscine.


FONTE: EUTEKNE



UN'IMPRESA SU CINQUE VICINA AL DEFAULT

Pubblicato il 23 settembre 2022 alle 09.20

Una ricerca del professor Giulio Andreani e da PwC TLS su 60 mila società italiane mostra come il 18% delle società di capitali con ricavi annui superiori a 5 milioni di euro non è in grado di rimborsare i propri debiti, oltre al fatto che questa situazione comporta per tali imprese un aggravamento della posizione debitoria alla luce della conseguente produzione di interessi. Ma non finisce qui. La lettura di questi dati, in realtà, mostra una situazione peggiore rispetto a quanto possa sembrare, alla luce del fatto che i bilanci esaminati sono anteriori al 2022, per cui non tengono conto degli effetti negativi provocati dall'incremento del costo dell'energia, il quale sta producendo un peggioramento della situazione sopra rappresentata, aumentando il numero delle imprese in difficoltà.

In sostanza, lo stato di salute del sistema imprenditoriale è preoccupante. 


FONTE: ITALIAOGGI



DATI POSITIVI PER IL SETTORE NAUTICO: BARCHE MADE IN ITALY +31%

Pubblicato il 23 settembre 2022 alle 08.50

Dal dopo-lockdown il settore nautico sta vivendo un periodo d'oro, con un'impennata nelle vendite sia del nuovo sia dell’usato sia nel noleggio, con dati consuntivi 2021 che registrano un +31% di fatturato (fonte Ufficio Studi di Confindustria nautica). Record di sempre anche per l’export con 3,37 miliardi a fine marzo scorso, in particolar modo grazie alla leadership globale nei superyacht.

«Il momento è eccezionale. Noi abbiamo raggiunto un miliardo di fatturato, con un +20% sull’anno scorso e con un portafoglio ordini di 2,8 miliardi di euro» dice Giovanna Vitelli, vicepresidente di Azimut-Benetti, primo produttore globale di superyacht. «Abbiamo un portafoglio ordini di 1,4 miliardi di euro, che ci assicura risultati 2022 superiori alle previsioni, copre il 70% del fatturato 2023 e almeno il 30% di quello del 2024» anticipa Massimo Perotti, il presidente di Sanlorenzo. «Chiuderemo probabilmente l’anno con un fatturato record», svela Giovanni Pomari, il ceo di Nautor’s Swan, il cantiere di Leonardo Ferragamo che vara le barche a vela Swan.


FONTE: LA STAMPA



INFLAZIONE: 2 ITALIANI SU 3 TAGLIANO I CONSUMI DI ENERGIA

Pubblicato il 23 settembre 2022 alle 08.15

In tempo di inflazione e di caro bollette è necessario "stringere la cinghia", con più di 6 su 10 italiani costretti a ridurre i consumi di energia elettrica, il 57% quelli relativi allo shopping, il 56% i consumi di gas e il 54% le spese per attività culturali e di svago. Una tendenza peraltro destinata a proseguire, e in alcuni casi ad accentuarsi, nell’immediato futuro, con l’87% degli italiani costretti a ridurre o evitare i consumi di energia elettrica e di gas, l’84% le cene fuori, l'83% i viaggi, l'82% lo shopping e i divertimenti. Sono questi i dati forniti da Legacoop che emergono dal Report “FragilItalia” in base ai risultati di un sondaggio condotto su un campione della popolazione per testarne le opinioni relative al tema “Rincari e consumi”. 

In merito alla alimentare, i salumi e la carne guidano la classifica delle percentuali di chi dovrà rinunciarvi o ridurne il consumo (67%), seguiti dal pesce (64%), dai formaggi (62%), dai surgelati (58%). In aggiunta l'aumento dei prezzi dell'energia induce anche cambiamenti nelle abitudini più consolidate di chi cucina: il 47% dichiara di aver ridotto l'utilizzo del forno (54% nel ceto popolare), il 31% di aver aumentato il consumo di alimenti che richiedono cotture veloci (36% nel ceto popolare), il 29% di aver aumentato il consumo di alimenti che non richiedono cottura, il 24% di cuocere grandi quantitativi di cibo che vengono porzionati e surgelati.

Cambiano anche i rapporti di forza in merito ai canali di vendita dei prodotti alimentari, con un aumento medio della frequenza di acquisto del 27% nei discount (47% al Sud, 48% nel ceto popolare) e dell'1% nei mercati rionali o centrali. In diminuzione, invece, la frequenza degli altri canali: del 26% nei negozi al dettaglio (46% nel ceto popolare), del 21% nei piccoli supermercati (ceto popolare 37%), del 12% nei supermercati e dell'11% negli ipermercati (38% nel ceto popolare).


FONTE: IL SOLE 24 ORE



L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO

Pubblicato il 22 settembre 2022 alle 14.15

Il bilancio delle società di capitali deve essere redatto da parte degli amministratori (consiglio di amministrazione o consiglio di gestione). L’esame della bozza avviene in apposita seduta del consiglio di amministrazione convocata in tempo utile per permettere tempestivamente sia la trasmissione del progetto di bilancio al collegio sindacale (se previsto) sia al deposito degli stessi presso la sede sociale per consentirne la visione ai soci.

I termini da rispettare variano in base alla presenza o meno dell’organo di controllo (collegio sindacale o consiglio di sorveglianza o comitato per il controllo sulla gestione). Di conseguenza, il Consiglio di amministrazione dovrà essere convocato almeno:

30 giorni prima dell’assemblea dei soci se il progetto di bilancio deve essere comunicato all’organo di controllo;

15 giorni prima dell’assemblea dei soci negli altri casi.

Un volta redatto il bilancio, questo deve essere consegnato all’organo revisore e al collegio sindacale, in modo che quest’ultimi possano redigere le apposite relazioni.

Di seguito i predetti documenti (bilancio, relazione del collegio sindacale, relazione dell’organo revisore) devono essere depositati presso la sede sociale entro almeno 15 giorni dalla data di convocazione dell’assemblea dei soci, in modo da poterne prendere visione.

Ai sensi dell’art. 2364 comma 2 c.c., la convocazione dell’assemblea deve essere effettuato entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio o un periodo inferiore nel caso in cui previsto dallo statuto o dall’atto costitutivo. Al contrario può anche essere previsto in maggior termine, non superiore a 180 giorni, in presenza di determinate circostanze eccezionali come, ad esempio, la redazione di un bilancio consolidato, nella prima convocazione non vi era il numero necessario per la validità assembleare (in questo caso deve esserci un verbale di assemblea deserta), lo richiedano particolari esigenze di struttura ecc.

Le formalità necessarie per la convocazione dell’assemblea dei soci variano in base al tipo di società:

a) Nel caso di S.p.a. e S.a.P.a. l’avviso di convocazione deve essere pubblicato almeno 15 giorni prima di quello fissato per l’assemblea o sulla Gazzetta Ufficiale o in un quotidiano indicato nello statuto.

b) Nel caso delle S.r.l. (art. 2479 bis comma 1 c.c.) o S.p.a. non quotate (art. 2366 comma 4 c.c.) la normativa stabilisce che i modi di convocazione dell’assemblea dei soci devono essere indicati nell’atto costitutivo (ad esempio telegrammi, telex, telefax, posta elettronica certificata, ecc.). In mancanza di riferimenti nello statuto, si dovrà procedere a convocazione mediante lettera raccomandata spedita ai soci – presso i domicili risultanti dal Registro delle imprese - almeno 8 giorni prima della data fissata per la riunione dell’assemblea dei soci. Nonostante il legislatore civile niente specifichi in merito, è consigliabile effettuare la convocazione mediante raccomandata A/R poiché, come da sentenza del Tribunale di Milano del 04/08/2010, ove il socio deduca di non aver ricevuto l’avviso di convocazione, l’onere di provare la corretta convocazione ricade sulla società.

Qualora sia necessario convocare una seconda volta l’assemblea dei soci, l’orientamento giurisprudenziale prevalente – sulla base del combinato degli artt. 2364 comma 2 e 2369 c.c. – è volto a riconoscere che l’assemblea in seconda convocazione deve avvenire entro 30 giorni dalla prima.

In caso di mancata convocazione dell’assemblea o di ritardo, la giurisprudenza è concorde nel ritenere tale fatto una grave irregolarità, tale da giustificare l’immediata revoca di amministratori e sindaci. Tuttavia è opinione prevalente che la violazione afferente il ritardo rispetto ai termini di legge dell’approvazione del bilancio, non invalidi l’assemblea che approva il bilancio (Cassazione 7623/1997).

Al contrario l’omissione della convocazione o il suo ritardo comporta la responsabilità nei confronti degli amministratori e dei sindaci, qualora non abbiano adottato gli opportuni provvedimenti atti ad impedire l’omissione, esponendo gli stessi alle seguenti conseguenze:

- Ai sensi dell’art. 2631 c.c. è prevista una sanzione amministrativa (da € 1.032 ad € 6.197) se la convocazione non avviene nei termini previsti dalla legge o dallo statuto;

- Qualora la legge non preveda un termine entro cui effettuare la convocazione, questa si considera omessa quando sono trascorsi 30 giorni dal momento in cui gli amministratori sono venuti a conoscenza del presupposto che obbliga la convocazione stesso;

- La sanzione pecuniaria è aumentata di un terzo in caso di convocazione a seguito di perdite o per effetto di espressa richiesta da parte dei soci.

- Ciò vuol dire che il ritardo nella convocazione dell’assemblea è giusta causa per un’eventuale revoca degli amministratori o anche dei sindaci nel caso appena specificato, ma non è una motivazione valida per rendere l’assemblea nulla.

Il controllo e il potere di irrogare la sanzione amministrativa è rimesso alle Camere di Commercio.

 


Dott. Caglieri Simone



 

BONUS AL SUD ANCHE PER LE IMBARCAZIONI PER IL NOLEGGIO

Pubblicato il 22 settembre 2022 alle 13.45

L’Agenzia delle Entrate, nella circ. 21.9.2022 n. 32, ha fornito chiarimenti in merito all’applicabilità del credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno per il settore della nautica da diporto. Tra i principali chiarimenti, si segnalano i seguenti:

- le imprese nel settore del noleggio di unità da diporto, in linea di principio, possono fruire del credito Mezzogiorno in relazione agli investimenti agevolabili, non essendo assimilabili alle attività del settore “trasporti”;

- le imbarcazioni, in possesso dei requisiti di strumentalità e novità, devono costituire parte integrante di un’organizzazione d’impresa che rappresenti un punto di riferimento per l’attività di noleggio per nautica da diporto “radicata” in uno dei territori ammissibili al beneficio;

- le imbarcazioni da diporto possono rappresentare, in linea di principio, macchinari o impianti essenziali per l’esercizio dell’attività di noleggio di imbarcazioni da diporto. Ciò comporta che, sussistendo tutti gli altri requisiti, gli investimenti in tali beni consentono la fruizione del credito d’imposta.


FONTE: EUTEKNE





MENSE ITALIANE IN CRISI

Pubblicato il 22 settembre 2022 alle 08.55

Tra i settori in crisi per gli aumenti fuori controllo di luce, gas e generi alimentari vi è anche quello delle mense: tra il 2020 e il 2022, secondo le rilevazioni di Oricon, il peso dell’energia elettrica è decuplicato mentre l’incidenza del gas sui ricavi è aumentata di 15 volte passando dallo 0,3% al 3,7% sul costo del pasto.

«Incrementi insostenibili per le aziende se non si interviene sui costi e la rinegoziazione dei contratti di appalto - avverte Carlo Scarsciotti, presidente Oricon -. Senza un tempestivo intervento del Governo, le aziende rischiano entro la fine dell’anno di non poter più garantire un servizio essenziale per le famiglie come le mense scolastiche...Ormai si lavora con un margine negativo di oltre 10 punti». Il settore nel 2019 aveva un margine operativo lordo intorno al 5,5% del valore della produzione mentre ora i costi superano nettamente i prezzi concordati.

 

Per cercare di salvaguardare il comparto Scarsciotti chiede «un regime obbligatorio di revisione dei prezzi al verificarsi di particolari condizioni di natura oggettiva, come i rincari ai quali stiamo assistendo, non supponibili al momento della formulazione dell’offerta. Tale adeguamento non deve in alcun modo ricadere sul consumatore finale e sulle famiglie».


FONTE: IL SOLE 24 ORE



ABITAZIONI, IL NUOVO TRASCINA IL MERCATO

Pubblicato il 22 settembre 2022 alle 08.35

I dati Istat del 2° trimestre 2022 registrano una crescita del mercato delle case con l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, per abitarci o per investimento, aumentato del 2,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,2% nei confronti dello stesso periodo del 2021 (era +4,5% nel I trimestre 2022). Un rialzo attribuibile, soprattutto, all’effetto trascinamento dei valori delle abitazioni nuove che crescono del 12,1% (in forte accelerazione rispetto al +5% del I trimestre). Il nuovo trascina, dunque, il costruito che si attesta a +3,8% (in lieve rallentamento dal +4,4% del trimestre precedente).

 

Nel Nord-Ovest, nel Nord-Est e nel Sud e Isole continuano a registrarsi tassi tendenziali positivi e in accelerazione rispetto al trimestre precedente mentre al centro la crescita frena leggermente. 


FONTE: IL SOLE 24 ORE



RELLENTAMENTO DELLA CRESCITA NELL'EUROZONA

Pubblicato il 22 settembre 2022 alle 08.10

Il bollettino economico della Bce rileva un considerevole rallentamento della crescita nell'area dell'euro, con l'economia che dovrebbe ristagnare nel prosieguo dell'anno e nel primo trimestre del 2023. La causa, come possiamo immaginare, è dovuta al caro energia che riduce il potere d'acquisto delle famiglie frenando, appunto, la crescita dell'economia europea. Oltre a questo, il protrarsi della guerra in Ucraina rappresenta un rischio significativo per la crescita, soprattutto se imprese e famiglie dovessero affrontare un razionamento delle forniture di energia. 


FONTE: ITALIAOGGI




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