Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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I principali fatti del giorno in pillole per le imprese: economia, finanza, fisco, procedure fallimentari, consulenza del lavoro e finanziamenti.

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PER IL FONDO PENSIONE ESTERO NIENTE PRELIEVO ANNUO DEL 20%

Pubblicato il 03 dicembre 2021 alle 09.15

 

Un fondo pensione estero non è soggetto a sostitutiva del 20% e non è tenuto ad operare da sostituto d'imposta per le prestazioni pensionistiche erogate. È questa in sintesi la risposta a interpello 794/2021 delle Entrate. L'istante è un fondo pensione transfrontaliero (belga) di dipendenti di un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro. L'interpello riguarda la soggettività passiva del fondo in Italia e i profili di tassazione per gli iscritti italiani.

 

Le forme pensionistiche complementari comunitarie (fondi transfrontalieri o paneuropei o Iorp) sono disciplinate dall'articolo 15-ter del Dlgs 252/05 e possono raccogliere adesioni su base collettiva sul territorio italiano. A tali fondi non si applica l'articolo 17 del Dlgs 252/05 relativo al regime tributario delle forme pensionistiche complementari. Corollario di ciò è quindi il fatto che il fondo estero non è tenuto, per le adesioni effettuate in Italia, ad assolvere l'imposta sostitutiva nella misura del 20% sul risultato netto maturato in ciascun periodo d'imposta in base all'articolo 17.Invece le prestazioni erogate dal fondo comunitario saranno soggette alla disciplina fiscale prevista dal comma 6 dell'articolo 11.

La base imponibile di tali prestazioni dovrà ricomprendere anche i rendimenti non assoggettati a tassazione in capo al fondo. Si tratta infatti di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per il percipiente, assoggettati a ritenuta ex articolo 24 del Dpr 600/73. Poiché il fondo è un soggetto non residente non fa da sostituto d'imposta (risposta 449/21) e i percipienti dovranno indicare le somme in dichiarazione. Se tuttavia l'istante operi le ritenute, poi sarà tenuto a tutti i conseguenti adempimenti da sostituto.


FONTE: IL SOLE 24 ORE



TURISMO IN RIVOLTA SULLA CASSA COVID

Pubblicato il 03 dicembre 2021 alle 08.40

Via libera dell’aula del Senato al decreto fiscale grazie al voto di fiducia. Il provvedimento passa alla Camera che deve approvarlo senza modifiche prima della scadenza, ovvero entro il 21 dicembre. Si tratta di un decreto praticamente a costo zero che ha comunque messo a dura prova i delicati equilibri della maggioranza. Il testo costruito con due maratone notturne in commissione, che il governo ha riassorbito presentando il maxiemendamento, non è riuscito a sciogliere tutti i nodi.

 

L’ultima polemica riguarda il turismo. Le associazioni del comparto sono in rivolta per la mancata proroga della cassa integrazione Covid. «Siamo allibiti», dicono le varie realtà del settore, da Confcommercio a Confesercenti fino a Confindustria e Conflavoro. «Un eventuale problema di coperture finanziarie per la modifica tanto attesa dalle nostre aziende non giustifica l’insipienza e l’insensibilità della politica nei confronti del segmento dell’economia italiana più flagellato dalla pandemia, dopo ben 20 mesi di blocco pressoché totale», attaccano. Le sigle del turismo rinfacciano al governo lo smantellamento del comparto: «Le risorse si sono completamente esaurite – accusano – e molti imprenditori sono allo stremo delle forze».

 

Tra i tanti temi affrontati dal decreto spicca la proroga delle cartelle che rinvia dal 30 novembre al 9 dicembre il pagamento delle rate della rottamazione e del saldo e stralcio. Con i cinque giorni di “tolleranza”, che si applicano sempre ai termini fiscali, il differimento si allunga al 14 dicembre. Ma la questione delle cartelle esattoriali sarà al centro dell’esame della manovra che entrerà nel vivo nei prossimi giorni. La vice ministra all’Economia Laura Castelli ribadisce che tra le ipotesi sul tavolo c’è un’ulteriore dilazione degli atti che l’Agenzia delle entrate ha ricominciato a inviare a settembre, dopo il blocco dovuto alla pandemia. E non esclude una rottamazione quater, come proposto dai 5 stelle. «I temi aperti sul fisco sono ancora tanti– spiega Castelli a Radio 24 – la crisi non è terminata, le imprese non sono tornate improvvisamente ad avere liquidità».

 

Le modifiche votate dalla commissione Finanze di Palazzo Madama sono intervenute su diversi argomenti: si va dall’aiuto da 800 euro per i genitori separati con problemi economici che non riescono a pagare l’assegno di mantenimento al coniuge o ai figli, allo stop della Tari per basiliche e immobili della chiesa che rientrano nel trattato lateranense. Con un altro emendamento è stato rimosso il divieto di cumulo tra l’assegno di invalidità e un reddito da lavoro che non superi il tetto dei 4.931 euro l’anno.

 

C’è poi una stretta sull’Imu: l’esenzione sarà valida solo per un’abitazione a famiglia, anche se i coniugi risiedono in comuni diversi. Un compromesso che risponde parzialmente a una sentenza della Cassazione ancor più restrittiva che stabiliva il pagamento dell’imposta per entrambe le abitazioni della coppia.

 

Per i contribuenti arriva una semplificazione. La sottosegretaria Maria Cecilia Guerra annuncia che chi presenta il 730 precompilato, e lo modifica, non dovrà più conservare tutti gli scontrini relativi alla dichiarazione.


FONTE: LA STAMPA



DICEMBRE MESE RICCO DI CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Pubblicato il 03 dicembre 2021 alle 08.05

Dicembre 2021 sarà un mese ricco di contributi a fondo perduto. Sono 4 infatti i “doni” che imprese e professionisti troveranno sotto l'albero di Natale e le cui istanze per l'ottenimento andranno presentate entro i prossimi 30 giorni: il contributo per le attività chiuse, la cui domanda è trasmettibile da oggi, quello per le start-up, quello per gli operatori con ricavi tra 10 e 15 milioni ed il perequativo.

Il fondo per le attività chiuse. Con provvedimento 336230/2021 del 29 novembre, l'agenzia delle entrate ha aperto la campagna per l'invio delle istanze del contributo per il sostegno delle attività economiche chiuse che potranno essere trasmesse fino al prossimo 21 dicembre. Può essere richiesto dalle partita Iva che svolgono in modo prevalente un'attività nei confronti della quale sia stata disposta la chiusura per almeno cento giorni nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2021 e il 25 luglio 2021 (es. discoteche, sale da ballo).

 

L'ammontare del contributo spettante si determinerà con due passaggi. L'Agenzia delle entrate procederà prioritariamente a ripartire il bonus in egual misura per ciascun soggetto beneficiario, nel limite massimo di 25 mila euro, sulla base del numero delle richieste effettuare e della dotazione fissata di 20 milioni di euro.

Eventuali residui, sommati alle ulteriori risorse stanziate con l'articolo 2, c.1 del dl 73/2021 (il sostegni bis), saranno invece ripartiti con le seguenti modalità: 3 mila euro per i soggetti con ricavi/compensi 2019 fino ad euro 400 mila euro e per i soggetti di nuova costituzione senza ricavi 2019, 7.500 euro per quelli con ricavi/compensi 2019 tra 400 mila euro e e un milione, 12 mila euro per quelli con ricavi/compensi 2019 superiori a un milione di euro. Il minimo concesso a tutti sarà di 3 mila euro e in caso di richieste in eccedenza allo stanziamento previsto sarà fissata una percentuale di riparto.

 

Il contributo per le start-up. Entro il 9 dicembre vanno trasmesse le istanze per l'ottenimento del contributo ad hoc per le start up. Il bonus riconosciuto può raggiungere il massimo di mille euro ma l'ammontare effettivo sarà determinato solo dopo aver rapportato lo stanziamento previsto di 20 milioni al numero di domande presentate dai contribuenti. Possono fare richiesta i soggetti titolari di reddito d'impresa che hanno attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, la cui attività è iniziata nel corso del 2019.

Contributo light per soggetti con ricavi tra 10 e 15 milioni. Gli esercenti attività d'impresa, lavoro autonomo e reddito agrario titolari di partita Iva con ricavi o compensi tra i 10 ed i 15 milioni di euro nel 2019 ed esclusi dai sostegni ordinari perché concessi unicamente per i soggetti con ricavi/compensi entro i 10 milioni, posso fare richiesta entro il prossimo 13 dicembre per questo sostegno light.

 

Light perché rappresenta un clone del sostegno ordinario, stagionale e stagionale maggiorato (ex articolo 1 del dl 73/2021) ma con percentuale di determinazione del contributo, da applicare alla contrazione media mensile, del 20% o 30% (in caso richiesta dell'ottenimento del maggiorato).

 

Il perequativo. La domanda per il fondo perequativo va presentata entro il 28 dicembre 2021. Per determinare lo spettante va prima calcolata la differenza tra risultato economico 2019 e 2020, poi sottratti tutti i contributi a fondo perduto incassati durante la pandemia ed a questo importo netto vanno applicate le percentuali fissate dal ministero dell'economia con il decreto del 12 novembre scorso ovvero 30, 20, 15, 10, 5% a seconda dell'ammontare dei ricavi o compensi dichiarati nel 2019.


FONTE: ITALIAOGGI



SALDO IMU 2021 IN SCADENZA

Pubblicato il 02 dicembre 2021 alle 14.20

Come ogni anno, entro il 16 dicembre 2021 deve essere versato il saldo IMU dell'anno sulla base delle aliquote deliberate dai comuni.

Si ricorda che sono tenuti al pagamento in quanto soggetti passivi, i proprietari (residenti o non residenti, persone fisiche o giuridiche) di immobili oppure coloro che detengono tali immobili:

  • In base ad un diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, superficie o enfiteusi, dal momento dell’acquisto del diritto;
  • In base al contratto di leasing (locatario/conduttore) dal momento della stipula del contratto;
  • In concessione per le aree demaniali;
  • Il genitore assegnatario della casa familiare a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario dei figli;
  • Dal curatore nel caso di fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa.

In ogni caso non sono soggetti passivi il nudo proprietario ed i titolari di diritti di godimento, come l’inquilino e il comodatario.

A seguito dell'emergenza Covid-19, il legislatore ha previsto l'esonero per gli immobili della categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni), gli immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei B&B, dei resident e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.


Dott. Caglieri Simone



 


RINVIO IN VISTA PER IL NUOVO ESTEROMETRO E PER LE E-FATTURE SANITARIE

Pubblicato il 02 dicembre 2021 alle 13.15

Tra gli emendamenti approvati dalle Commissioni 6 e 11 del Senato, in sede di conversione in legge del DL 146/2021, si segnalano:

- il differimento dall’1.1.2022 all’1.7.2022 dell’efficacia delle modifiche al c.d. “esterometro”, che prevedono l’invio dei dati via Sistema di Interscambio, con il formato della fattura elettronica;

- la proroga per tutto il 2022 del divieto di emissione di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche (art. 10-bis del DL 119/2018 e art. 9-bis del DL 135/2018);

- il differimento dall’1.1.2022 all’1.1.2023 dell’obbligo per i soggetti che effettuano operazioni di cui all’art. 22 del DPR 633/72 e che sono tenuti all’invio dei dati al Sistema TS di trasmettere telematicamente i dati dei corrispettivi al predetto Sistema;

- il rinvio all’1.7.2022 della possibilità di adempiere agli obblighi di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi mediante sistemi evoluti di incasso (carte di credito e altre forme di pagamento elettronico).


FONTE: EUTEKNE



SURGELATI, LA STRANA STORIA DELL'ASTERISCO NEI MENU' CHE NON E' UN OBBLIGO DI LEGGE

Pubblicato il 02 dicembre 2021 alle 08.40

Non sono pochi gli chef a cui l’asterisco sul menù, a contrassegnare un ingrediente surgelato, è costato multe salate. Eppure, non c’è nessuna legge che prescrive l’obbligo di indicare quali piatti siano stato cucinati con materia prima surgelata: «Per la normativa amministrativa no, ma per la giurisprudenza penale italiana sì - racconta Roberto Calugi, direttore generale della Fipe, la federazione dei pubblici esercizi - per via di alcune cause risalenti agli anni ’60, chi omette di segnarlo incappa nel reato di frode in commercio: la pena prevede la reclusione fino a due anni o la multa fino a 2.065 euro». Per la Fipe, si tratta «di un'interpretazione del tutto anacronistica - dice Calugi - che è rimasta ancorata a schemi passati e che non riesce a comprendere come le tecniche di congelamento e di surgelazione si siano evolute nel tempo, garantendo oggi una qualità e una salubrità perfino superiori al prodotto trattato come fresco».

Spagna, Grecia, Francia: nessuno dei nostri tre competitor turistici che si affacciano sul Mediterraneo chiede ai propri ristoratori di utilizzare l’asterisco: «Significa forse che tutto il pesce che mangiamo in quei ristoranti è appena uscito dal mare? Io credo di no», dice Calugi.

Un retaggio del passato

A quanto pare, però, tutto questo puntare il dito contro gli alimenti surgelati serviti al ristorante non sembra influenzare i clienti più giovani: secondo un sondaggio realizzato da Bva-Doxa e presentato ieri dallo Iias, l’Istituto italiano alimenti surgelati, i due terzi dei consumatori (64%) nella scelta dei piatti non fa differenze, perché è aumentata la consapevolezza che sono prodotti nutrizionalmente equiparabili agli alimenti freschi. «L'asterisco - spiega Giorgio Donegani, presidente di Iias - è un'informazione retaggio di un mondo passato che non esiste più, che poggiava sull'implicita convinzione che un alimento surgelato fosse un prodotto di qualità inferiore rispetto al fresco. Per comprendere quanto questa idea sia sbagliata, basta ricordare che i surgelati sono così tecnologicamente avanzati da mantenere intatte tutte le qualità nutrizionali del prodotto fresco. Al contrario, un prodotto fresco come ad esempio una verdura consumata a qualche giorno dalla raccolta, riduce di molto il proprio contenuto di nutrienti».

Tra le mura domestiche, i prodotti surgelati sono ormai parte integrante delle nostre abitudini alimentari, tanto che nel 2020 l’Iias certifica che abbiamo superato per la prima volta i 15 kg di consumo pro-capite annuo . Gli italiani li scelgono perché consentono di superare la stagionalità dei prodotti freschi (37%), aiutano a combattere gli sprechi alimentari (36%), sono alimenti sicuri e tracciabili (21%) e hanno la stessa qualità dei prodotti freschi (19%). Inoltre, il 92% degli italiani dichiara di usare ingredienti surgelati nelle proprie preparazioni domestiche quando gli analoghi freschi non sono disponibili o di stagione.


FONTE: IL SOLE 24 ORE



A GENNAIO IN ARRIVO LA STANGATA BOLLETTE

Pubblicato il 02 dicembre 2021 alle 08.15

Se lo stato non interviene per calmierare, al primo gennaio la bolletta del gas in Italia avrà un balzo del 50% in più, quella dell'elettricità almeno del 17%, forse del 25%. E nel 2022 una famiglia tipo potrebbe arrivare a spendere 1200 euro in più per gas e luce. Sono i conti che fanno gli esperti di Nomisma e di Consumerismo per un'ipotesi che viene considerata «realistica» dall'economista Carlo Cottarelli mentre il governo cerca di trovare nuove risorse in legge di bilancio per attenuare la stangata sulle bollette a gennaio.

 

«Il governo - afferma Cottarelli - ha messo 3,5 miliardi per un trimestre, ma vuol dire andare a una velocità annuale di 14 miliardi mentre ora ce ne sono due o poco più. Ci sarà un aumento se il governo non decide di avere lo stesso livello di sussidi». Salvini chiede di tagliare subito le imposte su luce e gas, e Legambiente spiega che con le rinnovabili e l'efficienza energetica si potrebbero risparmiare 1 miliardo di euro da qui al 2030 e ridurre del 50% la spesa energetica degli edifici.

 

L'Agenzia internazionale per l'energia (Iea) rivela che il 2021 batterà tutti i record per installazione di nuove fonti rinnovabili. Ma questa accelerazione non è ancora sufficiente per raggiungere l'obiettivo della Cop26 di zero emissioni intorno a metà secolo. Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, spiega che «nel trimestre ottobre-dicembre 21, la tariffa del gas, fissata da Arera sulla base dei prezzi internazionali, è 0,95 euro al metro cubo. Ma dato l'andamento dei mercati, senza un intervento dello stato per calmierare, nel trimestre gennaio-marzo 2022 si arriverà a 1,40 euro», circa il 50% in più.

 

L'aumento dei prezzo globale del gas fa salire anche quello dell'elettricità, prodotta in gran parte col metano. «Oggi sui mercati internazionali l'elettricità si paga da 250 euro al megawattora a quasi 300 - spiega ancora Tabarelli -. In passato ci sembrava tanto quando costava 40-50 euro. Senza un intervento dello Stato, al primo gennaio l'aumento della tariffa (decisa in Italia dal Gestore dei mercati energetici, il Gme) sarà dal 17% al 25%».

 

L'associazione di consumatori Consumerismo calcola che nel 2022 gli aumenti potrebbero portare la spesa della famiglia tipo per le bollette di luce e gas a 3.368 euro all'anno. Un incremento di 1.227 euro rispetto alla spesa sostenuta nel 2021. L'associazione ritiene che il governo dovrebbe trovare almeno 10 miliardi per evitare la stangata sulle famiglie italiane. Sulla stessa cifra è anche il Codacons. Il premier Draghi ha già annunciato che il governo interverrà per calmierare le bollette. In manovra ci sono 2 miliardi, e 1 altro miliardo dovrebbe arrivare dai risparmi fatti sulla riforma fiscale. Ieri Enrico Letta ha detto che un intervento dello stato in materia è necessario.

 

Oggi Matteo Salvini si è detto d'accordo col leader Pd, e ha chiesto un «taglio delle tasse su bollette di luce e gas». Antonio Tajani ha ribadito che sul caro energia c'è «un'identità di vedute e un'azione congiunta» del centrodestra. Proprio oggi Legambiente è tornata a riproporre la sua ricetta in materia, anche se di lungo periodo. Secondo uno studio commissionato a Elemens, generazione distribuita da rinnovabili ed efficienza energetica in edilizia possono produrre da qui al 2030 1,1 miliardi di risparmio in bolletta per i consumatori e ridurre del 50% la spesa energetica negli edifici.

 

L'Agenzia internazionale dell'energia (Iea) ha reso noto che il 2021 batterà tutti i record di nuova potenza rinnovabile installata, con 290 nuovi gigawatt nel mondo. A trainare la crescita delle energie pulite sarà la Cina (che pure è prudente nel lasciare le fonti fossili). Nel 2026 le rinnovabili arriveranno a 4.800 GW, l'equivalente di tutta la potenza attuale di fossili e nucleare messi assieme. Eppure, secondo la Iea tutto questo non è ancora abbastanza. Per raggiungere l'obiettivo di zero emissioni nette intorno a metà secolo, fissato alla Cop26 di Glasgow, servirebbe il doppio della nuova potenza prevista da qui al 2026.


FONTE: LA STAMPA



OCSE: PIL DELL'ITALIA CRESCERA' DEL 6,3% QUEST'ANNO

Pubblicato il 02 dicembre 2021 alle 07.55

Una crescita del Pil del 6,3% quest'anno, seguita da un graduale rallentamento a 4,6% nel 2022 e a 2,6% nel 2023.

E' la previsione per l'Italia dell'Ocse, secondo cui l'aumento del pil è sostenuto da un politica di bilancio favorevole, a sua volta aiutata dai fondi di Next Generation Ue, e dalla progressiva normalizzazione dell'attività dei servizi. Tuttavia l'Ocse stime che il deficit primario dell'Italia sarà all'1,8% nel 2023, più alto delle stime del governo di un fabbisogno primario dell'1,2% del Pil. La differenza, spiega l'organizzazione nel suo economic outlook, deriva da una stima più ottimista del governo sulle entrate.

"La crescita del Pil dovrebbe rimanere robusta nell'orizzonte di previsione, anche se in rallentamento man mano che l'attività si normalizza e lo stimolo fiscale viene gradualmente ritirato", si legge nell'economic outlook dell'organizzazione. "Si prevede che gli investimenti privati rimarranno solidi poiché la domanda, l'attuazione delle riforme e gli incentivi agli investimenti sostengono la fiducia. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza sostiene maggiori investimenti pubblici".

 

La fiammata dei prezzi al consumo italiani rientrerà secondo l'Ocse, che stima per il tasso armonizzato un 1,8% quest'anno un 2,2% il prossimo e un 1,6% nel 2023. L'organizzazione nel suo economic outlook avverte che l'inflazione core, al netto dell componente energetica, aumenterà grazie alla crescita del potere d'acquisto e al calo della capacità inutilizzata. L'inflazione core è vista quest'anno allo 0,7%, all'1,2% il prossimo e all'1,6% nel 2023.

La disoccupazione italiana è vista in deciso calo dall'Ocse, che stima per quest'anno un tasso del 9,6% sulla forza lavoro, che diminuirà all'8,95 il prossimo per scendere ancora all'8,4% nel 2023.

 

Infine l'outlook prevede che i fallimenti aziendali aumenteranno. "Un'adeguata copertura delle perdite sui prestiti contribuirà a mitigare l'impatto sulle banche più grandi e sui loro prestiti", si legge nel rapporto.


FONTE: ITALIAOGGI



CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO START-UP

Pubblicato il 01 dicembre 2021 alle 16.20

Il legislatore ha introdotto un contributo a fondo perduto destinato esclusivamente alle start-up con i seguenti requisiti:

  • Aver attivato la partita Iva nel periodo dal 01/01/2018 al 31/12/2018;
  • L'attività d'impresa è iniziata nel corso del 2019 sulla base di quanto indicato nel registro delle imprese tenuto dalla competente CCIAA;
  • Non aver avuto accesso al contributo previsto dal DL Sostegni.

L’istanza va presentata dagli interessati entro il prossimo 09/12/2021 e il contributo massimo è di € 1.000.

Il soggetto richiedente potrà scegliere nell’istanza se ottenere il valore totale del contributo come accredito sul conto corrente bancario o postale oppure come credito d’imposta da utilizzare in compensazione tramite modello F24. Il contributo non spetta ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 23/03/2021, agli enti pubblici, agli intermediari finanziari ed alle società di partecipazione.


Dott. Caglieri Simone



IL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PEREQUATIVO FA I CONTI CON GLI AIUTI GIA' RICEVUTI

Pubblicato il 01 dicembre 2021 alle 13.15

Ai fini del calcolo del contributo a fondo perduto “perequativo” di cui all’art. 1 co. 16 - 27 del DL 73/2021, l’Autore osserva che in primo luogo va calcolato correttamente il differenziale rilevante, in particolare quando, nel periodo interessato, da un utile si è passati a una perdita o si è aggravata la perdita.

L’Autore rileva che, nelle esemplificazioni fornite nella guida dell’Agenzia delle Entrate, viene affrontato un primo caso in cui viene considerano il cumulo tra i due importi, mentre nel secondo la differenza tra le due perdite, ma sarebbe stato opportuno un esempio con risultato 2019 pari a zero. Non sono state prese in considerazioni le situazioni in cui il soggetto ha cambiato regime e, quindi, l’imponibile è calcolato con regole diverse.

L’Autore afferma che “l’impressione è che il dato sia da considerare senza porsi troppi interrogativi”.


FONTE: IL SOLE 24 ORE




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