Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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I principali fatti del giorno in pillole per le imprese: economia, finanza, fisco, procedure fallimentari, consulenza del lavoro e finanziamenti.

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BANDO MACCHINARI INNOVATIVI

Pubblicato il 07 maggio 2021 alle 18.05

Per incentivare l’investimento in tecnologie previste dal Piano Impresa 4.0, il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito le disposizioni operative in merito ai benefici - sotto forma di finanziamenti e contributi in conto impianti – presenti all’interno del bando “Macchinari Innovativi”.

 

BENEFICIARI

 

Possono beneficiare dell’agevolazione le PMI, oltre ai liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali, che al momento della presentazione della domanda rispettano i seguenti requisiti:

• Essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese;

• Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;

• Trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;

• Essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola in relazione agli obblighi contributivi;

• Aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;

• Non aver effettuato, nei 2 anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento in relazione al quale vengono richieste le agevolazioni di cui al presente decreto, impegnandosi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell’investimento stesso.

 

AGEVOLAZIONE

 

L’agevolazione consiste in contributi a fondo perduto e finanziamenti di misure diverse sulla base della tipologia societaria:

  • Micro imprese, contributo in conto impianti del 35%, finanziamento del 40%;
  • Piccole imprese, contributo in conto impianti del 35%, finanziamento del 40%;
  • Medie imprese, contributo in conto impianti del 25%, finanziamento del 50%.

Il finanziamento deve essere restituito senza interessi sulla base di un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate con durata massima di 7 anni.

 

ATTIVITA’ AGEVOLABILI

 

Sono agevolabili gli investimenti innovativi finalizzati ad aumentare l’efficienza e/o la flessibilità nello svolgimento dell’attività economica in grado di:

- Consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa mediante l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti il piano Impresa 4.0;

- Favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare attraverso l’applicazione delle soluzioni individuate nel decreto.

Per dimostrare i suddetti requisiti, le imprese istanti devono presentare il piano degli investimenti dettagliato con le informazioni necessarie per accertare che il progetto di investimento è conforme alle suddette finalità. I settori agevolati sono quello manifatturiero e dei servizi alle imprese.


Dott. Caglieri Simone



 

IMMOBILE OGGETTO DI PRELIMINARE FUORI DALL'ATTIVO CONCORDATARIO

Pubblicato il 07 maggio 2021 alle 14.50

Secondo Cass. 26.4.2021 n. 10982, nell’ambito di un concordato liquidatorio, l’immobile oggetto di un contratto preliminare, al quale non sia seguita la stipula del definitivo, non rientra nell’attivo concordatario disponibile dal promissario acquirente.

Per effetto della stipula del preliminare, infatti, sorge in capo ai contraenti l’obbligo di concludere il contratto definitivo e l’efficacia traslativa è condizionata a tale contratto (o alla sentenza ex art. 2932 c.c.).

Neppure può essere inclusa nell’attivo una posta contabile pari all’esatto valore del bene indicato in contratto, in quanto il cespite non fa parte del patrimonio del promissario acquirente in assenza del definitivo di vendita. Peraltro, non possono trarsi indicazioni circa il valore contabile da attribuire al preliminare dalla diversa fattispecie della vendita con riserva della proprietà (art. 1523 c.c.), ove il pagamento dell’ultima rata del prezzo determina ex lege il trasferimento della proprietà del bene.

In tal senso, la giurisprudenza ha escluso dall’attivo concordatario anche l’immobile oggetto di una precedente alienazione, rispetto alla quale l’alienante intendeva risolvere il contratto a causa del mancato pagamento del prezzo dell’acquirente (Cass. n. 16299/2018).


FONTE: EUTEKNE



AD APRILE BOOM DI RICHIESTE DI FINANZIAMENTI DA PARTE DELLE FAMIGLIE

Pubblicato il 07 maggio 2021 alle 09.10

 

Rispetto allo stesso mese del 2020, fortemente condizionato dal lockdown totale, ad aprile si è registrato un notevole incremento delle richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane, rafforzando l'andamento positivo di marzo dopo che i primi due mesi del 2021 erano partiti con il freno a mano tirato. È quanto emerge dall`analisi delle richieste registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di Crif, che segnala una crescita complessiva del 207,4% delle richieste di prestiti, nell`aggregato di personali e finalizzati.

 

A spingere questo rimbalzo sono stati i prestiti finalizzati all`acquisto di beni e servizi, che nell`ultimo mese hanno fatto segnare un +329,7% confermando la crescente propensione delle famiglie italiane a far fronte a nuove spese con il sostegno di un finanziamento. Un ulteriore segnale incoraggiante riguarda l`importo medio dei finanziamenti richiesti, che nell`aggregato di prestiti personali e finalizzati di aprile si è attestato a 9.474 euro, in lievissimo ribasso rispetto al mese di marzo ma in crescita del 16,5% rispetto al valore dello stesso mese del 2020.


FONTE: ITALIAOGGI



SPETTACOLO, REDDITO DI CONTINUITA' IN ARRIVO PER 300MILA LAVORATORI

Pubblicato il 07 maggio 2021 alle 08.50

Un “sostegno economico temporaneo” per supplire alla natura discontinua del lavoro nel mondo dello spettacolo; l’adeguamento (e ampliamento) delle tutele in caso di maternità o malattia; l'innalzamento della retribuzione giornaliera; una riduzione del numero di giornate necessarie per maturare il diritto alla pensione ora fissato in 120; un “bonus contributivo” per mettere in pari, dal punto di vista della maturazione della pensione, i lavoratori dello spettacolo per gli anni 2020 e 2021.

Per i lavoratori di un mondo dello spettacolo fortemente piegato dall’emergenza Covid è in dirittura d’arrivo un intervento da parte del Governo che, nei fatti, punta a disegnare un nuovo sistema di welfare per questo comparto.

Testo di legge pronto al varo in due settimane

Dovrebbe essere pronto in una quindicina di giorni il disegno di legge, collegato all’ultima legge di Bilancio, in materia di spettacolo e disposizioni per la tutela dei lavoratori del settore. Il Ddl sarà presentato congiuntamente dai ministeri della Cultura e del Lavoro. E il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, en passant ne ha parlato il 2 maggio durante la puntata di “Mezz’ora in più” condotta da Lucia Annunziata su Rai 3.

Un primo giro di consultazioni delle associazioni del settore è stato portato a termine. Ora, il testo del provvedimento a quanto risulta al Sole 24 Ore è alle ultime limature, e dopo un altro breve giro di tavolo dovrebbe approdare in Parlamento. In discussione, come detto, ci sono misure a favore di lavoratori del mondo dello spettacolo ai quali la pandemia ha inferto un colpo durissimo. Gli stop produttivi hanno messo a nudo tutta la precarietà del sistema. E quei 419 colpi inferti sui bauli - a segnalare i giorni di stop del mondo dello spettacolo a causa della pandemia - durante un flash mob ad aprile in Piazza del Popolo a Roma, rappresentano l’emblema della necessità di tenere i riflettori accesi sul settore. Un grido di dolore che dal palco del Primo maggio è inevitabilmente risultato smorzato, con il caso Fedez a catalizzare l’attenzione.

Tutto nasce dal lavoro di un tavolo istituito dal ministero della Cultura il 24 marzo 2021 e che ha preso spunto da due cose: dalla appena conclusa indagine conoscitiva in materia di lavoro e previdenza disposta dalle Commissioni riunite VII (Cultura, scienza e istruzione) e XI (Lavoro pubblico e privato) della Camera e, in secondo luogo, dagli otto Ddl depositati in Parlamento su questa materia.

Verso un aggiornamento delle figure professionali

Le misure, si legge nel documento esplicativo seguito al primo giro di consultazioni, «si applicano ai soggetti iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo (Fpls)». Va detto che l’ultimo adeguamento delle figure professionali nel mondo dello spettacolo è avvenuto nel 2005. Da allora i cambiamenti nel comparto sono stati enormi, anche in chiave di professionalità richieste. Un adeguamento dell’ambito di applicazione è quindi previsto, ma il novero dei lavoratori interessati dovrebbe attestarsi attorno alle 300mila unità.

In questo quadro prende forma l’idea di un reddito di continuità. O, per dirlo con le stesse parole del documento, di un «sostegno economico temporaneo per i lavoratori dello spettacolo, al fine di supportare un settore dove il rapporto di lavoro è strutturalmente discontinuo, così da contrastare il fenomeno dell’abbandono, valorizzando al contempo il fisiologico bisogno di formazione permanente tipica dei settori creativi». Dovrebbe partire dall’1 gennaio 2022 e potrebbe essere riconosciuto anche per i lavoratori subordinati, entro il limite di reddito complessivo da decidere, ma che alcune associazioni avrebbero individuato in 50mila euro. Il sostegno, si legge ancora «potrebbe riconoscersi per un numero di giornate equivalente a quello accreditato al Fpls nei dodici mesi precedenti la richiesta dell’indennità, per un massimo di 312 giornate».

Riduzione dei contributi giornalieri per la pensione

Una parte importante del Ddl, ma che potrebbe anche essere espunta per finire “anticipata” con il Dl Sostegni bis, sta infine nel bonus contributivo per gli anni 2020 e 2021. Il tutto prenderebbe la forma di una riduzione di due terzi dei contributi giornalieri richiesti «quale requisito dell’annualità di contribuzione ai fini del diritto alle prestazioni pensionistiche» pari a 120 o 260 giorni, a seconda della prestazione. Con il bonus verrebbe poi «accreditato figurativamente un numero di giornate fino a concorrenza della media annua delle tre annualità relative alle giornate annue accreditate a qualsiasi titolo presso il Fpls nel triennio 2017-2019».


FONTE: IL SOLE 24 ORE



LAVORO, INAPP: CON I ROBOT OCCUPAZIONE IN CRESCITA

Pubblicato il 07 maggio 2021 alle 08.10

La robotizzazione progressiva di molte attività lavorative è sotto la lente degli esperti. Il timore di molti è che possa avere conseguenze sui livelli di occupazione. Ora un nuovo studio dimostra che con i robot i posti di lavoro saranno in crescita. Nel corso del settennato (2011-2018) l’introduzione di robot industriali non ha prodotto effetti negativi sul tasso di occupazione, anzi seppur in misura contenuta ha contribuito alla riduzione del tasso di disoccupazione. È quanto emerge dallo studio "Stop worrying and love the robot: An activity-based approach to assess the impact of robotization on employment dynamics" curato dai ricercatori dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP), dell’Università di Trento e dell’Istituto di Statistica della Provincia di Trento (ISPAT), che verrà presentato domani nell’ambito del Workshop "Firms and Workers at the Crossroad: Automation and Market Power"che si svolgerà a Trento in videoconferenza in occasione della chiusura dell’omonimo progetto di ricerca finanziato dalla Fondazione Caritro di Trento.

 

Il risultato dell’indagine mette in luce importanti differenze legate alle mansioni dei lavoratori. Infatti, da un lato, le categorie occupazionali potenzialmente esposte al rischio di sostituzione da parte dei robot industriali non sembrano nel loro complesso aver risentito dell’introduzione di questi ultimi. Dall'altro, i posti di lavoro destinati agli “addetti ai robot”, ossia a tutte quelle figure professionali che, a diversi livelli, si occupano della programmazione, dell’installazione e della manutenzione dei robot, sono aumentati di circa il 50% in poco meno di dieci anni, con un aumento significativamente maggiore nelle aree caratterizzate da un ricorso più intenso ai robot industriali.

In particolare lo studio evidenzia che un aumento dell'1% nell'adozione di robot porta a un incremento di 0,29 punti percentuali nella quota locale di operatori di robot, un effetto tale da poter spiegare interamente l’aumento di circa il 50% di questi lavoratori. Questo risultato è coerente con l'idea secondo cui se le imprese investono di più nei robot, il numero di lavoratori che svolgono le attività complementari cresce a sua volta: tale fenomeno è noto come reinstatement effect. Inoltre, nel corso dell’ultimo decennio, l’introduzione di robot industriali nel nostro paese pare non abbia generato neanche una contrazione delle occupazioni ad elevato contenuto routinario. Al contrario, i risultati dell’indagine suggeriscono che nelle zone a più intensa robotizzazione la quota di occupazioni routinarie di tipo cognitivo sia addirittura aumentata.

 

Se l’impatto dei robot sulle occupazioni di carattere routinario risulta irrilevante, lo stesso non può dirsi per le occupazioni che richiedono sforzi di natura fisica al lavoratore. In particolare, l'introduzione di robots sembra aver contribuito a ridurre in misura statisticamente significativa il peso relativo delle occupazioni che prevedono un intenso impegno del busto e, in particolare, dei muscoli addominali e lombari. Essa risulta invece aver favorito la crescita, seppur in modo più debole, della quota di professioni associate al controllo e all’utilizzo di macchinari e, in generale, complementari ai processi di automazione.

 

Nel loro insieme, i risultati dell’analisi rivelano la natura complessa della relazione esistente tra robotizzazione e dinamiche del mercato del lavoro. Infatti, se da una parte è innegabile che l’introduzione di robot porti all’automazione di attività per le quali era in precedenza necessario l’impiego di lavoro umano, è altrettanto vero che ogni occupazione consta di numerose attività diverse e solo poche di queste possono essere eseguite in maniera autonoma dai robot.

 

«Questa indagine è molto significativa perché dimostra che non bisogna avere paura dei robot, che possono costituire più un’opportunità che uno svantaggio per il mondo del lavoro – ha spiegato il prof. Sebastiano Fadda, presidente dell’INAPP – D’altra parte la tecnologia pervade già ogni ambito professionale con esiti diversi a seconda delle situazioni, dalla medicina all’agricoltura, dalla meccanica al settore assicurativo. I “robot” già ora rendono il lavoro più efficiente e al tempo stesso esonerano le persone da compiti ripetitivi, poco qualificanti e usuranti, permettendo loro di occuparsi di mansioni più gratificanti (e produttive). Tuttavia resta appeso il tema di tutte quelle occupazioni che vanno riqualificate con un profondo reskilling proprio per l’utilizzo dell’automazione e dell’intelligenza artificiale. Se nel secolo scorso il conflitto fra capitalisti ed operai è stato molto aspro, oggi e in futuro bisogna evitare un nuovo conflitto tra robot e lavoratori, ma bisogna impegnarsi nell’elaborare appropriate strategie affinché la riduzione dei coefficienti tecnici di produzione legata alle nuove tecnologie non dia luogo al fenomeno della “disoccupazione tecnologica».

 

Secondo il prof. Stefano Schiavo, Direttore della Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento che organizza il Workshop «la robotizzazione è uno dei numerosi global driver che, influendo su imprese, lavoratori e territori, contribuisce a modificare il tessuto socio-economico italiano. L'analisi empirica di questi fenomeni globali è un elemento imprescindibile per individuare soluzioni di policy efficaci e per procedere con il reskilling, ancora più urgente in considerazione dei cambiamenti indotti dalla pandemia. Anche per questo la relazione tra Covid e automation è già ora oggetto di ulteriori approfondimenti da parte dei colleghi che hanno condotto lo studio».


FONTE: LA STAMPA



TURISMO: NELL'ANNO DELLA PANDEMIA PERSI 62 MILIONI DI POSTI DI LAVORI

Pubblicato il 06 maggio 2021 alle 08.50

Sono poco meno di 62 milioni i posti di lavoro persi nel settore del turismo a livello globale dallo scoppio della pandemia ad oggi, un calo che corrisponde al 18,5% rispetto al 2019. Questo è solo uno dei dati inseriti nella bozza di documento della riunione dei ministri del Turismo del G20, riuniti sotto la Presidenza italiana e alla presenza del ministro Massimo Garavaglia. A certificare la crisi senza precedenti del settore è anche il dato relativo agli arrivi turistici: a livello internazionale si è infatti registrato un crollo del 73% nel 2020 rispetto all’anno precedente.

«Le prospettive rimangono incerte – sottolineano i ministri dalla riunione – e gli impatti sono senza precedenti sui gruppi vulnerabili e piccole e medie imprese». Le azioni da intraprendere per la ripresa economica globale sono riassunte in 7 aree chiave da sviluppare nel prossimo futuro: mobilità sicura, gestione delle crisi, resilienza, inclusività, trasformazione verde, transizione digitale e investimenti e infrastrutture.

Un turismo sostenibile

I ministri del Turismo del G20 si dicono impegnati a progettare politiche per un settore turistico sostenibile, inclusivo e resiliente e a promuovere la cooperazione internazionale e pubblico-privato. «Riconosciamo che i governi hanno intrapreso azioni impressionanti per affrontare gli impatti della crisi sul settore del turismo, per supportare le imprese e destinazioni turistiche, minimizzare le perdite di posti di lavoro e per supportare la riprese nel 2021 – si legge nella bozza di documento –. Riaffermiamo il nostro impegno per le azioni concordate durante la presidente del 2020 dell'Arabia Saudita e riconosciamo la necessità di ulteriori sforzi".

 

Un quadro senza precedenti

I dati rilevati dalla riunione dei ministri G20 vanno a delineare un quadro senza precedenti che era già stato ampiamente profilato dai dati Istat a livello nazionale dell’aprile scorso, quando si era registrato un 44,8% di vacanze in meno in Italia rispetto al 2019 e un -67,9% di viaggi di lavoro, con un crollo dei viaggi verso l’estero pari all’80%.

 

Draghi: “Il turismo tornerà più forte”

Anche il premier Mario Draghi è intervenuto sul tema del turismo in conferenza stampa dopo la ministeriale del G20 e ha commentato così l’inflessione del settore: «Le nostre montagne, le nostre spiagge, le nostre città stanno riaprendo. Alcuni settori sono destinati a restringersi ma altri a crescere e io non ho dubbi che il turismo in Italia tornerà più forte di prima. Nel frattempo – prosegue Draghi – il governo intende offrire un aiuto all'industria turistica che ha avuto tanto danno da questa chiusura così prolungata e naturalmente l'industria turistica è figura prominente del nostro Pnrr (Piano Nazionale di ripresa e resilienza, ndr)».

 


FONTE: LA STAMPA



IL BONUS CUOCHI CAMBIA RICETTA

Pubblicato il 06 maggio 2021 alle 08.00

Più soldi al bonus cuochi, mentre sono in definizione i decreti attuativi per il bonus rubinetti e il bonus e-commerce agricolo. Sono questi alcuni degli aggiornamenti forniti dal sottosegretario del ministero dell'economia Maria Cecilia Guerra, rispondendo ai question time di materia fiscale, ieri, in commissione finanze della camera.

 

Nell'interrogazione di Antonio Martino (Fi) si chiedeva conto dei provvedimenti attuativi delle diverse disposizioni della legge di bilancio 2021, (l. 178/20), che hanno introdotto, nella forma dei crediti di imposta, sostegni a particolari settori. Per quanto riguarda il credito di imposta per ridurre l'uso della plastica e il filtraggio delle acque, sono in corso delle interlocuzioni tra i ministeri della transizione ecologica, economia e salute per individuare le tipologie delle spese ammissibili e quali siano gli interventi agevolabili. La norma, articolo 1, comma 1087, non fornisce questi elementi e non rinvia a nessun decreto attuativo. Sebbene sia pronto in bozza, così chiarisce il sottosegretario Guerra, il provvedimento attuativo dell'Agenzia delle entrate, il bonus che consiste nella detrazione del 50% per le spese sostenute per mettere rubinetti con filtraggio d'acqua, è sospeso in attesa di sciogliere i nodi sull'applicazione.

 

Destino simile per il credito di imposta in agricoltura per il potenziamento dell'ecommerce. Anche in questo caso la disposizione della legge di bilancio (articolo 1, comma 131) non contiene un rinvio al ministero competente per l'attuazione sugli aspetti legati a ambito soggettivo e oggettivo, anche se l'intenzione è quella di riproporre lo schema attuativo di una agevolazione simile del 2015. In attesa del coordinamento, spiega la Guerra, l'Agenzia delle entrate ha pronto il provvedimento attuativo mancante ancora, però, proprio dei profili soggettivi e oggettivi.

Infine al restyling il credito di imposta a favore dei cuochi. (articolo 1, comma 117-123 della legge 178/20). Attualmente la previsione è in corso di revisione tramite un emendamento al decreto mille proroghe. La proposta emendativa estenderà l'ammissibilità della spesa e una rimodulazione degli esercizi in cui si può usufruire, nonché un incremento della dotazione finanziaria. Il credito di imposta poi sarà riportato nei limiti degli aiuti della commissione europea e nella disciplina del temporary framework in scadenza al 31 dicembre 2021.

 

Le altre risposte . Monitoraggio dei costi e della disciplina legata all'attivazione di una garanzia statale per le cessioni delle banche legate al 110%. Sempre in valutazione da parte del ministero dell'economia, infine, la possibilità di estendere il regime della rivalutazione dei beni per le strutture ricettive all'aperto.


FONTE: ITALIAOGGI



CARTELLE, FINO AL 31 MAGGIO RESTANO ANCORA SOSPESI IPOTECHE E PIGNORAMENTI

Pubblicato il 04 maggio 2021 alle 13.45

Il differimento al 31.5.2021 del termine di sospensione delle attività di riscossione, reso noto dal comunicato stampa MEF 30.4.2021 n. 88, comporterà la sospensione, oltre a quella della notifica delle cartelle di pagamento, di:

- pagamenti delle rate di dilazioni concesse (art. 19 del DPR 602/73);

- fermi amministrativi di veicoli, iscrizione di ipoteche, azioni espropriative;

- pignoramenti delle quote stipendiali e delle pensioni;

- verifiche finalizzate al blocco dei pagamenti delle Pubbliche amministrazioni.

I pagamenti delle cartelle di pagamento nonchè delle rate dovranno avvenire entro il 30.6.2021.


FONTE IL SOLE 24 ORE



ACCIAIO, EXPORT E PRODUZIONE SONO DA PRIMATO

Pubblicato il 04 maggio 2021 alle 09.20

Brescia, Cremona, Milano, Mantova, Bergamo, Lecco e Como. Le sette sorelle dell’acciaio lombardo consegnano alla regione un primato nazionale per concentrazione di attività siderurgica, ma soprattutto per capacità di penetrazione negli scambi commerciali al di fuori dei confini italiani. Una performance che emerge dall’analisi dei flussi esportativi dei codici Istat relativi all’acciaio suddivisa per province, condotta dal centro studi di Siderweb. Il confronto della performance dell’ultimo anno con la situazione al 2008, vero spartiacque congiunturale per l’industria manifatturiera italiana, fa inoltre emergere con decisione un vero e proprio «cambio di testimone», nella leadership industriale italiana dell’acciaio, tra i poli produttivi storici, per la maggior parte a matrice statale, di Torino, di Genova, di Terni, di Piombino e di Taranto, e la nuova generazione delle acciaierie lombarde (accanto a quelle venete e friulane), a forno elettrico, votate fin da subito all’interscambio con i paesi europei più vicini, come Germania, Francia, Austria e Spagna.

 

L’export e la congiuntura

Il 2020 è stato un anno difficile per la siderurgia italiana e lombarda, frenato dai lockdown e dal difficile scenario congiunturale. La produzione, su scala nazionale, è scesa al punto più basso mai toccato dopo un altro annus horribilis come il 2008. Secondo i dati di Federacciai, l’anno scorso sono stati prodotti poco più di 20 milioni di tonnellate il 12% in meno rispetto all’anno precedente. In questo panorama i prodotti «lunghi», core business delle acciaierie bresciane, hanno subito un rallentamento inferiore alla media, pari al 9,6%, mentre i «piani», produzione legata all’attività delll’ex Ilva ma anche di due operatori lombardi come Arvedi e Marcegaglia (che non è produttore ma trasformatore), hanno subito un calo più accentuato, pari al 15,9%. In regione è attivo con un’acciaieria anche un altro grande player internazionale, la Tenaris Dalmine in provincia di Bergamo, specializzata però in una nicchia produttiva, i tubi senza saldatura per l’oil&gas.

 

Anche sul fronte dell’export, il 2020 è stato un anno di frenata. «L’anno scorso - spiega Gianfranco Tosini, del centro studi Siderweb - le esportazioni totali italiane di prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio sono diminuite del 18,6%, passando da 18,1 a 14,7 miliardi di euro». Si tratta di una variazione che, spiega l’analista, «è dovuta sia alla riduzione dei prezzi, in media del 4,6%, sia al calo delle vendite in quantità» con un arretramento del 14 per cento. Complessivamente, l’anno scorso le esportazioni dei primi venti poli siderurgici italiani sono passate da 15,1 a 12,1 miliardi di euro con un calo del 19,9 per cento. Le variazioni negative hanno interessato tutti i poli produttivi italiani: a Taranto (-56,9%), Genova (-40,9%) e Alessandria (-40,6%), dove sono dislocati gli impianti produttivi dell’ex Ilva, si sono registrati i valori in negativo più lontani dalla media, ma anche altre realtà come Ravenna (-37,7%), Bergamo (-25,9%), Aosta (-24,2%) e Torino (-23,7) hanno archiviato pessime performance. Inoltre anche i poli con le performance migliori, come Mantova (-9,1%), Forlì-Cesena (-11,2%), Lecco (-11,5%), Cremona (-12,1%) e Vicenza (-12,8%) sono costrette a registrare un rallentamento almeno a doppia cifra.

 

La corsa dei forni elettrici

L’anno appena passato, come detto, è stato da dimenticare per tutti. Ma è nel confronto con il 2008 che emerge con chiarezza la nuova geografia dell’acciaio italiano, all’interno del quale la Lombardia gioca un ruolo da protagonista, con quattro centri nelle prime cinque posizioni e sette nelle prime venti. L’effetto sostituzione, evidente dall’andamento della produzione e degli investimenti programmati nell’ultimo decennnio, trova conferma nell’andamento delle esportazioni che, spiega Tosini «hanno registrato una riduzione molto più marcata nelle province dove erano o sono presenti le aziende siderurgiche di maggiori dimensioni. Nel 2020 rispetto al 2008, le esportazioni di prodotti siderurgici della provincia di Taranto - prosegue - sono diminuite dell’86,8%, relegandola al penultimo posto nella classifica dei primi venti poli siderurgici italiani; quelle della provincia di Livorno (ex Lucchini di Piombino) si sono ridotte del 74,3%, causando l’esclusione dai primi venti poli siderurgici italiani; le esportazioni della provincia di Torino (ex stabilimento Thyssenkrupp) sono diminuite del 62,1%, provocando la perdita di sette posizioni nella classifica».

 

Al vertice della classifica c’è oggi Brescia che, nonostante il calo, nel 2020 ha venduto oltreconfine 1,424 miliardi di prodotti siderurgici, soprattuto in Germania (vale il 31,7%), Francia (14,5%) e Austria (6%). Al terzo posto (al secondo posto c’è Udine) figura il polo di Cremona con 1,117 miliardi, venduti soprattutto in Germania, Belgio e Austria. Appena sotto il podio, al quarto posto, c’è Milano, che l’anno scorso ha venduto 908 miloni di tonnellate prodotti sideurgici all’estero. Al quinto posto un’altra provincia lombarda, Mantova, con circa 900 milioni di tonnellate spedite, con un calo inferiore alla media che le ha permesso di scalare quattro posizioni. Nella top ten nazionale c’è spazio anche per il polo di Bergamo, con una contrazione del 25,9% dovuta soprattutto alle vendite all’estero di tubi che rappresentano quasi il 70% del totale. Tra i primi venti, all’undicesimo posto, anche Lecco, terra di trafilerie, che l’anno scorso ha esportato 594mila tonnellate di prodotti siderurgici, mentre l’ultima delle«sette sorelle» lombarde tra i primi venti poli nazionali dell’acciaio è Como: 214mila tonnellate di venduto, 16mila tonnellate in più dell’area di Taranto, dove il gigante dell’ex Ilva è ancora in affanno.

 


FONTE: IL SOLE 24 ORE



 

D.L. SOSTEGNI, SUI CANONI DI AFFITTO NON PAGATI NIENTE IRPEF

Pubblicato il 04 maggio 2021 alle 08.45

Via libera al decreto Sostegni di marzo da parte delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. I lavori, rinviati a più riprese nel corso del pomeriggio di lunedì, si sono conclusi nella notte conferendo il mandato ai relatori. E così il provvedimento potrebbe approdare in Aula a Palazzo Madama mercoledì o al massimo il giorno seguente.

Gli affitti esclusi da tassazione

Tra i circa cento emendamenti approvati a Palazzo Madama viene rivista la norma sull’esenzione Irpef dei canoni non percepiti. In sostanza davanti a un’intimazione di sfratto per morosità o un’ingiunzione di pagamento sono esclusi da tassazione gli affitti non percepiti dal 1° gennaio 2020 anche se dovuti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo e a prescindere dalla data di stipula dei contratti. Ai canoni di locazione non percepiti prima del 1° gennaio 2020 continuano ad applicarsi le regole secondo cui gli affitti entrano nell’imponibile nel periodo d'imposta cui si riferiscono. Inoltre per le imposte versate è riconosciuto un credito d’imposta pari all’importo dell’affitto non riscosso.

Rinvio dell’Irap

Slitta al 30 settembre il versamento degli acconti Irap dovuti dalle imprese che nel 2020 hanno superato i limiti di aiuti indicati da Bruxelles con il Temporary Framwork. Gli acconti Irap erano stati infatti cancellati dal decreto rilancio nella primavera ma solo per chi avrebbe rispettato le soglie indicate dal piano di aiuti temporaneo. In caso contrario le imprese avrebbero dovuto versare gli acconti dovuti, inizialmente entro il 30 novembre 2020, termine poi slittato al 30 aprile scorso con i decreto ristori di fine anno e ora ulteriormente spostato al 30 settembre 2021 con l'emendamento approvato a Palazzo Madama. Va ricordato che il nuovo differimento era stato preceduto il giorno della scadenza di fine aprile da un comunicato del Mef.

Cessione dei crediti

I crediti di imposta per le imprese e i professionisti che abbiano fatto investimenti per l'innovazione che rientrano nel piano Transizione 4.0 possono essere ceduti a banche e intermediari finanziari. Sullo stesso fronte disco verde anche a un altro emendamento che consente di optare per la cessione (o lo sconto in fattura) delle detrazioni per gli acquisti di mobili ed elettrodomestici per immobili oggetto di ristrutturazioni.

Proroga blocco degli sfratti (non pre Covid)

Arriva una nuova proroga per gli sfratti per morosità o pignoramento dell'immobile limitata però ai provvedimenti esecutivi adottati dall'inizio della pandemia in poi. La norma dispone che per gli sfratti adottati dal 28 febbraio 2020 al 30 settembre 2020 il blocco rimanga fino al 30 settembre 2021, per quelli più recenti (tra il primo ottobre 2020 e il 30 giugno 2021) l'esecuzione resterà sospesa fino al 31 dicembre 2021. Per gli sfratti già esecutivi pre-pandemia, quindi, il blocco resta solo fino al 30 giugno.

Rata Imu per attività commerciali e turistiche

Tra le novità anche la replica dell’esenzione della prima rata del l’Imu per le attività commerciali e turistiche che nel 2020 hanno subito un calo del fatturato del 30% rispetto al 2019. Come requisito aggiuntivo i proprietari degli immobili devono essere anche i gestori delle attività ricettive e commerciali in crisi.

Occupazione del suolo pubblico

Ancora è rimodulato il sostegno a bar, ristoranti e altri esercizi pubblici che intendono sfruttare gli spazi esterni per allargare la platea degli utenti ferma restando la salvaguardia della salute. Si estendono fino al 31 dicembre le esenzioni per il nuovo canone unico che da quest’anno avrebbe dovuto sostituire le vecchie tasse e canoni sull’occupazione del suolo pubblico.

Ristori e reddito cittadinanza impignorabili

Il reddito di cittadinanza e i contributi a fondo perduto per le imprese e le partite Iva che abbiano subito consistenti perdite di fatturato non sono pignorabili. Lo prevedono alcuni emendamenti al Dl Sostegni, approvati la notte scorsa dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato.

Uso voucher viaggi saltati per Covid

Più tempo per utilizzare i voucher per i viaggi saltati causa Covid. Le commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno approvato un emendamento al decreto Sostegni che proroga di sei mesi - da 18 mesi a due anni - la durata dei voucher emessi per voli, biglietti dei treni, soggiorni in strutture ricettive, pacchetti turistici ma anche per gite scolastiche e viaggi di istruzione - compreso il quarto anno all'estero per gli studenti delle scuole superiori. Si prevede anche che questi voucher possano essere ceduti alle agenzie di viaggio. Resta fermo il rimborso al termine dei 24 mesi se il voucher rimane inutilizzato.

Più tempo ai “buoni” per i concerti

Si allungano i tempi per poter usare i voucher per i biglietti degli spettacoli e dei musei annullati a causa del Covid e delle misure restrittive, saranno validi per tre anni e non più per 18 mesi. Per quanto riguarda esclusivamente i biglietti dei concerti, questi rimarranno validi sempre per tre anni al massimo a patto però che l'evento sia riprogrammato entro il 2023. Con un altro emendamento si prevede che anche le palestre che sono rimase chiuse possano, oltre ai rimborsi, erogare voucher da utilizzare entro sei mesi dalla fine dell'emergenza.


FONTE: IL SOLE 24 ORE




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