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Rassegna stampa

I principali fatti del giorno in pillole per le imprese: economia, finanza, fisco, crisi d'impresa e consulenza del lavoro.


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LA PRESCRIZIONE PRESUNTIVA DEI CREDITI

Pubblicato il 21 settembre 2022 alle 14.55

Esclusivamente per la riscossione dei crediti, sono previste tutta una serie di fattispecie per le quali si applica la prescrizione presuntiva.

Essa si fonda sul rilievo che determinati crediti (ad esempio per soggiorni in albergo, per acquisti al dettaglio, per servizi professionali, ecc.) sono, di regola, pagati subito dopo la prestazione senza che il debitore provveda a farsi rilasciare una quietanza. Pertanto, una volta trascorso un periodo di tempo senza che il creditore reclami il pagamento, si presume che il debito sia stato regolarmente pagato.

Scaduto il termine della prescrizione presuntiva, il credito non è estinto, ma semplicemente si presume che sia stato pagato e che quindi il creditore non possa più pretendere nulla. Se in realtà il debito non è stato pagato, il creditore conserva il diritto anche dopo che sia maturata la prescrizione presuntiva. L’unico problema è che gli riesce più difficile farlo valere dandone la prova in giudizio poiché, come detto, si presume che questi abbia riscosso il credito. A questo punto la legge limita i mezzi di prova a disposizione del creditore, stabilendo che egli ha solo una via per dimostrare di non essere stato pagato, cioè la confessione del debitore. Per cui si possono avere due strade alternative alla risoluzione della vicenda:

1) Se il debitore ammette sotto giuramento che il diritto non sia stato estinto, il creditore vince la causa;

2) Se il debitore sotto giuramento conferma l’estinzione del debito, il creditore perde la sua causa.

La prescrizione presuntiva non si applica nei confronti di tutte le tipologie di crediti, bensì in specifiche categorie – le quali presentano anche termini di prescrizione presuntiva diverse tra di loro – esposte negli artt. 2954, 2955, 2956.

Tra queste categorie sicuramente le più importanti sono le seguenti:

- Commercianti per il prezzo delle merci vendute a chi non fa commercio;

- Farmacisti per il prezzo dei medicinali;

- Professionisti per il compenso dell’opera prestata;

- Albergatori per il vitto e alloggio che somministrano.

I termini per la prescrizione presuntiva variano da prestazione a prestazione (vanno dai 6 mesi ai 3 anni) e sono esposti nei tre articoli del codice civile sopra esposti.


Dott. Caglieri Simone



 

LA CESSAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI HA EFFETTO DALLA NUOVA ACCETTAZIONE

Pubblicato il 21 settembre 2022 alle 13.10

Il Tribunale di Foggia (sentenza del 15.9.2022), ha stabilito che il nostro ordinamento con contempla l’istituto della “conferma” dell’amministratore di società di capitali con la conseguenza che, in caso di sua rielezione nella carica appena scaduta, non si verificherebbe la conferma dell’incarico bensì la scadenza dalla carica e la contestuale (ri)nomina ad amministratore.

A sostegno di tali conclusioni si pongono argomenti sistematici e logico-giuridici. Quanto al primo profilo, si osserva come l’art. 2385 co. 1 c.c. àncori espressamente la ricostituzione del CdA alla “accettazione dell’incarico da parte dei nuovi amministratori”, anziché alla mera nomina dei medesimi.

Dal punto di vista logico-giuridico, inoltre, si osserva come, ai fini dell’effettiva costituzione del rapporto di amministrazione di una società di capitali non sia sufficiente l’adozione dell’atto unilaterale di nomina da parte dell’assemblea, essendo altresì necessario che il nominato accetti l’incarico. 


FONTE: EUTEKNE



A CHI SPETTA IL BONUS DI 150 EURO ?

Pubblicato il 21 settembre 2022 alle 08.45

Il Decreto aiuti-ter ha introdotto un nuovo bonus da 150 euro per lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi. 

 

Per i dipendenti il bonus sarà destinato a coloro che hanno una retribuzione mensile lorda a novembre fino a 1.538 euro: il pagamento avverrà con la retribuzione di novembre, dopo la dichiarazione di non esser percettori di reddito o pensione di cittadinanza. Viceversa per i pensionati, il requisito reddituale è di stare entro i 20mila euro lordi annui nel 2021 (reddito Irpef al netto di contributi previdenziali e assistenziali). Anche in questo caso, l'accredito avverrà con l'assegno previdenziale di novembre.

Sempre dall'Inps si passa per quel che riguarda i lavoratori domestici, che avranno i 150 euro in automatico se già percettori del bonus da 200 euro. Interessato è poi chi percepisce indennità di disoccupazione agricola, Co.Co.Co (su domanda), dottorandi e assegnisti di ricerca con contratti attivi al 18 maggio 2022 e reddito sotto 20mila euro (su domanda), lavoratori di sport e salute spa, lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti, dello spettacolo (a domanda), sempre con reddito entro i 20 mila euro; infine ai nuclei familiari beneficiari del reddito di cittadinanza. 

 


FONTE: LA REPUBBLICA



ALLARME PER IL FLOROVIVAISMO: COSTI CRESCIUTI DEL 95%

Pubblicato il 21 settembre 2022 alle 08.15

Allo stato attuale il settore florovivaistico italiano rischia un tracollo a causa di un aumento dei costi del 95% causati dai rincari dell’energia che colpiscono l’intera filiera ma anche della crescita dei costi dei fertilizzanti e degli imballaggi, della plastica dei vasetti di carta e delle confezioni, per non dire del gasolio per il riscaldamento delle serre il cui peso nel bilancio aziendale è destinato a crescere con l’arrivo dell’autunno e il calo delle temperature. I dati arrivano dall’analisi fornita dal Crea (il centro di ricerca per l’economia agraria): +250% per i fertilizzanti, +110% per il gasolio, +15% per i fitosanitari contro i parassiti, +45% per i servizi di noleggio, gli imballaggi dalla plastica per i vasetti dei fiori (+72%), il vetro (+40%), la carta (+31%).

La proposta di Coldiretti per risolvere una situazione esplosiva come quella attuale è rappresentato dall'estensione a fabbricati e serre della riduzione dei costi del gasolio fino alla fine dell'anno insieme al credito di imposta per i costi energetici e del gas ai quali accedono anche le imprese agricole rispettivamente per il 30% e il 40% della spesa sostenuta. Tra le proposte della Coldiretti, c'è tra l'altro, lo sblocco di 1,2 miliardi per i contratti di filiera già stanziati nel Pnrr e l'incentivazione delle operazioni di ristrutturazione e rinegoziazione del debito delle imprese agricole. 


FONTE: IL SOLE 24 ORE



CREDITI FISCALI, SPAZIO ESAURITO PER LE BANCHE

Pubblicato il 21 settembre 2022 alle 07.50

Il sistema bancario è a secco ed entro breve le banche rischiano di non poter più comprare crediti fiscali. La capienza fiscale delle principali banche italiane stimata in circa 81 miliardi di euro nel prossimo quinquennio risulta infatti praticamente esaurita avendo gli istituti di credito già acquistato o assunto impegni per l'acquisto di crediti fiscali da bonus edilizi nel biennio 2020-2022 per circa 77 miliardi. 

Il rischio, ora, è che neanche la riduzione dei profili di responsabilità tra cedente e cessionario da poco ritoccata con un emendamento al decreto aiuti bis (il dl 115/2022) sia sufficiente a liberare lo spazio fiscale delle banche che potrebbero entro breve interrompere completamente l'attività di compravendita dei vari bonus trasferibili. Questi sono i dati pubblicati dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. 


FONTE: ITALIAOGGI



LA PREDEDUCIBILITA' DEI CREDITI NEL NUOVO CODICE DELLA CRISI

Pubblicato il 20 settembre 2022 alle 14.35

Il nuovo art. 6 CCII ha sostanzialmente tipizzato l’orientamento giurisprudenziale degli ultimi anni, orientato verso un binomio occasionalità-funzionalità, riconoscendo di fatto la prededucibilità non solo a quei crediti qualificati come tali da una specifica disposizione di legge, ma anche quelli sorti in occasione o in funzione di procedure concorsuali, ovvero crediti connessi a prestazioni tipicamente collegate alla gestione della crisi d’impresa, principalmente costituiti dalle prestazioni svolte dai professionisti che assistono il debitore prima dell’accesso o durante la procedura concorsuale.

Scendendo nel dettaglio dell’art. 6 CCII, sono considerati prededucibili i seguenti crediti:

1) Crediti prededucibili sulla base di espresse disposizioni di legge;

2) Crediti relativi a spese e compensi per le prestazioni rese dall’organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento.

Il legislatore sembra abbia scientemente limitato la prededuzione alle prestazioni svolte dall’OCC, quale organismo espressamente previsto dalla normativa, escludendo di fatto i crediti vantati dai professionisti;

3) I crediti professionali sorti in funzione della domanda di omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti o del piano di ristrutturazione soggetto a omologazione e per la richiesta delle misure preventive, nei limiti del 75% del credito accertato e a condizione che gli accordi o il piano siano omologati.

Il legislatore riconosce la prededucibilità del credito del professionista che assiste l’imprenditore nella fase di predisposizione dell’accordo di ristrutturazione - in tal senso confermando le ultime sentenze della Cassazione (sentenza 9087 del 12/04/2018) che riconducono l’istituto della ristrutturazione dei debiti a quello delle procedure concorsuali - “destinato all’omologazione giudiziale”: pertanto l’omologazione è il prerequisito indispensabile per il riconoscimento della prededuzione.

Per rispettare certi limiti di economicità della procedura, il legislatore ha inteso riconoscere la qualifica di prededucibilità (premessa l’omologazione come prerequisito indispensabile) solo al 75% di tali crediti;

4) I crediti professionali sorti in funzione della presentazione della domanda di concordato preventivo nonché del deposito della relativa proposta e del piano che la correda, nei limiti del 75% del credito accertato e a condizione che la procedura sia aperta ai sensi dell’articolo 47 CCII.

Anche in tal caso, per il riconoscimento della prededucibilità, è richiesta l’apertura della procedura oltre al fatto che, per rispettare certi limiti di economicità della procedura, il legislatore ha inteso riconoscere la qualifica di prededucibilità solo al 75% di tali crediti;

5) I crediti legalmente sorti durante le procedure concorsuali per la gestione del patrimonio del debitore e la continuazione dell’esercizio dell’impresa, il compenso degli organi preposti e le prestazioni professionali richieste dagli organi medesimi.

In continuità con la normativa previgente, per “legalità” il legislatore si riferisce ai crediti nati durante la procedura, sia per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione (senza necessità di autorizzazioni) sia di straordinaria amministrazione purché l’imprenditore abbia ottenuto l’autorizzazione da parte del tribunale o del giudice delegato.

Sulla base delle casistiche esposte nell’art. 6 CCII, possiamo affermare come non sia riconosciuta la prededucibilità per nessuno dei professionisti (avvocato, attestatore, commercialista) che abbiano assistito l’imprenditore nella predisposizione di accordi o piani ristrutturativi non omologati o di concordati preventivi non omologati, oltre alle prestazioni rese dai professionisti per la predisposizione della domanda di omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti o della domanda di concordato minore.


Dott. Caglieri Simone



 

IL CONTESTO ECONOMICO INFLUISCE NEGATIVAMENTE SUI FLUSSI DI CASSA DELLE IMPRESE

Pubblicato il 20 settembre 2022 alle 13.40

L'attuale contesto economico nazionale, caratterizzato da caro bollette e un generalizzato fenomeno inflazionistico, sta riducendo le marginalità economiche - e, di conseguenza, la capacità del ciclo produttivo di creare liquidità - di molte imprese. 

La questione più complessa è l’individuazione della soluzione volta a risolvere l’eventuale crisi d’impresa.

Nei casi più gravi, l’impresa e i suoi consulenti potranno valutare se ci sono i presupposti per instaurare un processo di ristrutturazione del debito, anche alla luce delle opportunità disciplinate dal codice della crisi recentemente entrato in vigore. Allo stesso tempo si deve considerare che qualunque tipologia di salvataggio comporta la redazione di un piano di risanamento sostenibile, sarà cioè indispensabile riuscire a dimostrare che l’impresa, “liberata” dal debito in eccesso, sarà in grado di stare sul mercato e nell’attuale contesto potrebbe non essere agevole. Per tale motivo si rimarca l'importanza di una corretta programmazione economico-finanziaria tramite il controllo di gestione, oltre ad una periodica analisi dello stato di salute della propria azienda sia di tipo temporale (nel corso degli anni e dei mesi) sia nello spazio (rispetto ai concorrenti).


FONTE: EUTEKNE



AUMENTANO I CONTRATTI DI LAVORO A TERMINE E DIMINUISCE LA LORO DURATA

Pubblicato il 20 settembre 2022 alle 09.15

Aumentano sempre di più i contratti a termine ma, contestualmente, diminuisce la loro durata. Un aumentato del mercato del lavoro trainato dall'occupazione a tempo determinato, che spesso è di pochi mesi se non addirittura giorni. Nel secondo trimestre dell'anno la soglia si abbassa e soltanto un nuovo contratto a termine su 100 (rpt: 100) arriva a superare i 12 mesi. Il 37% delle nuove posizioni a tempo determinato prevede una durata fino a 30 giorni e tra questi c'è anche un 13,3% che conta un solo giorno. Sempre una fetta consistente, il 36% va da due a sei mesi e soltanto lo 0,5% è superiore all'anno. Una percentuale, quest'ultima, sempre più bassa (era l'1% nel primo trimestre).

 

Ma c'è pure chi si ferma molto prima. Nel complesso, infatti, si registra un aumento delle attivazioni dei contratti di brevissima durata: il 23,7% è solo fino ad una settimana. Quelli tra sei mesi e un anno si piazzano al 15,4%. Non basta però a recuperare la stragrande maggioranza (84,1%) che si ferma ai sei mesi. Una situazione che tocca, anche se con andamenti non uniformi legati anche al fattore della stagionalità, un po' tutti i settori: dai comparti della Pubblica amministrazione, istruzione e sanità ai servizi al settore degli alberghi e ristorazione, dall'industria all'agricoltura. La crescita dei contratti a termine è del resto diffusa.

 


FONTE: LA STAMPA



CRISI UCRAINA: AIUTI A CHI ESPORTA

Pubblicato il 20 settembre 2022 alle 08.55

A partire da oggi e fino al 31 ottobre sarà possibile presentare le richieste alla Simest per ottenere finanziamenti a tasso zero fino a 1,5 mln di euro e contributi fino al 40% dell'intervento agevolativo complessivo, da parte delle imprese danneggiate dalla crisi ucraina. Per accedere agli aiuti è necessario dimostrare il rincaro dei costi degli approvvigionamenti da Ucraina e/o Federazione russa e/o Bielorussia (di almeno il 20% rispetto al triennio 2019-2020) subito dalle imprese fino al 31 dicembre 2022. 

Gli incentivi Simest spettano alle pmi e mid cap italiane, costituite in forma di società di capitali, che abbiano:

 

1) depositato tre bilanci;

2) un fatturato export medio complessivo nel triennio 2019/21 pari ad almeno il 10% del fatturato medio totale del triennio 2019/21;

3) registrato negli ultimi tre bilanci (2019-21) una quota minima di approvvigionamenti da Ucraina e/o Federazione Russa e/o Bielorussia, rispetto agli approvvigionamenti complessivi, pari ad almeno il 5% (10% nel caso di approvvigionamenti indiretti di semilavorati e prodotti finiti strumentali al ciclo produttivo e nel caso di approvvigionamenti misti diretti e indiretti) come asseverato da revisori;

4) riscontrato un rincaro dei costi degli approvvigionamenti, che, al termine dell'esercizio 2022, dovrà risultare almeno pari al 20% della media del triennio precedente, oppure abbiano riscontrato una riduzione dei quantitativi degli approvvigionamenti, che, al termine dell'esercizio 2022, dovrà risultare almeno pari al 20% della media del triennio precedente, come asseverato da un revisore.


FONTE: ITALIAOGGI



IN CRESCITA IL NUMERO DEI PAPERONI

Pubblicato il 20 settembre 2022 alle 08.10

Per il secondo anno consecutivo è aumentata la quota di ricchezza dell'1% della popolazione più ricca del mondo, raggiungendo in tal modo il 45,6% nel 2021 (+1,7% rispetto al 2019) come riportato dal Wealth Report 2022 di Credit Suisse Research. Le motivazioni di una crescita di questo tipo? L'apprezzamento delle azioni grazie, in particolar modo, per effetto delle politiche delle banche centrali nel 2020 con tassi di interesse bassi. L’lndia è il paese che ha registrato il maggiore incremento pari al 31%, Francia (28%), USA (23%), Italia (23%) e Canada (22%); in Austria, Svezia, Arabia Saudita, Vietnam e Israele le azioni si sono rivalutate di oltre il 30%, mentre in Romania, Repubblica Ceca e negli Emirati Arabi Uniti di oltre il 40%.

 

In aumento anche i risparmi privati. In Italia nel 2020 il risparmio lordo delle famiglie è stato in media pari al 17,4% del PIL, a fronte del 10,0% del 2019. In Spagna è cresciuto dall'8,3% al 15,0%. La Grecia è passata da un risparmio negativo del 3,8% a un risparmio positivo del 2,8%. Nel 2021 si è registrato solo un lieve calo del risparmio (al 2,0% in Grecia e al 15,2% in Italia). Tendenze, queste, che riflettono la riduzione dei consumi che si è avuta nel 2020 e un rimbalzo del reddito disponibile nel 2021 con crescita del risparmio a fronte di consumi rimasti sotto i livelli pre-pandemici.


FONTE: IL SOLE 24 ORE




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