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Rassegna stampa

I principali fatti del giorno in pillole per le imprese: economia, finanza, fisco, crisi d'impresa e consulenza del lavoro.


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VETRATE SCORREVOLI, INSTALLAZIONE SENZA AUTORIZZAZIONE DEL COMUNE

Pubblicato il 15 settembre 2022 alle 13.40

Un emendamento al Ddl di conversione del DL “Aiuti-bis” prevede che la realizzazione ed installazione delle vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti tra quelli di edilizia libera, che non richiedono alcun titolo abilitativo.

Tali interventi:

- hanno funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, riduzione delle dispersioni termiche, parziale impermeabilizzazione delle acque meteoriche;

- possono riguardare balconi aggettanti dal corpo dell’edificio o logge rientranti all’interno dell’edificio;

- non devono configurare aree stabilmente chiuse volte a creare nuovi spazi abitabili;

- devono favorire una naturale micro-areazione e avere caratteristiche “tecnico-costruttive e profilo estetico tali da ridurre al minimo l’impatto visivo e l’ingombro apparente e da non modificare le preesistenti linee architettoniche”.


FONTE: IL SOLE 24 ORE



VICINO IL VIA DELLE DOMANDE PER IL BONUS DI 200 EURO PER PROFESSIONISTI E AUTONOMI

Pubblicato il 15 settembre 2022 alle 08.55

 

Il 13 settembre è arrivato il via libera da parte della Corte dei Conti al decreto attuativo che riguarda il sostegno per lavoratori autonomi iscritti all'Inps e liberi professionisti associati alle Casse previdenziali: si avvicina così la data di avvio della presentazione delle domande, in modalità telematica, che dovrebbe essere fissata non prima del 20 settembre.

 

L'indennità da 200 euro è destinata alla platea dei lavoratori indipendenti con redditi al di sotto dei 35.000 euro nel 2021. I beneficiari dell’indennità sono i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps, nonché i professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 509 del 1994 e 103 del 1996, che nel 2021 abbiano percepito un reddito complessivo non superiore a 35.000 euro. I destinatari della misura una tantum devono essere già iscritti alle menzionate gestioni previdenziali alla data di entrata in vigore del Decreto Aiuti (18 maggio), con partita IVA e attività lavorativa avviata e devono aver eseguito almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla gestione di iscrizione per la quale è richiesta l’indennità, con competenza a decorrere dall’anno 2020.

 

Nel dettaglio la platea è costituita da:

 

- Coltivatori diretti, mezzadri e coloni

- Artigiani 859.000

- Commercianti 973.000

- Professionisti esclusivi 261.000

- Casse professionali 477.000


FONTE: LA REPUBBLICA



SETTORE IMMOBILIARE IN CRESCITA

Pubblicato il 15 settembre 2022 alle 08.25

Nel secondo trimestre del 2022 resta positivo il tasso di crescita delle compravendite del settore residenziale (+8,6%), con oltre 17mila transazioni in più rispetto allo stesso periodo del 2021, per un totale di circa 219mila scambi. I dati arrivano dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell'agenzia delle Entrate, secondo il cui report la crescita più ampia interessa gli acquisti di abitazioni di tagli medio-piccoli (sotto i 50 m2 e tra 50 e 85 m2 ). La quota maggiore ha riguardato il segmento degli immobili con superficie compresa tra 50 e 85 m2 (il 30,9% degli scambi totali).

Bologna e Roma sono le città con il tasso tendenziale di crescita più marcato del periodo, oltre l’11%, e Roma è anche la città con il maggior volume di transazioni (oltre 11mila abitazioni compravendute), seguita da Milano (quasi 8mila).

 


FONTE: ITALIAOGGI



ALLARME DI FITCH: L'ITALIA PIU' VULNERABILE IN UE AL GAS RUSSO

Pubblicato il 15 settembre 2022 alle 07.55

Secondo l'agenzia di rating Fitch, il nostro paese è tra i più vulnerabili in Europa al rialzo del prezzo del gas poiché è uno degli Stati dell'Ue più dipendenti dal gas in termini di mix energetico, con il gas che alimenta il 50% della produzione di elettricità rispetto al 20% dell'Ue. La Russia ha fornito il 40% delle importazioni di gas nel 2021. Anche se l'80% delle importazioni di gas russo fosse ripristinato, «la fornitura totale di gas diminuirebbe del 5-10%, con un effetto diretto sul settore produttivo». La spesa per il gas lascerebbe «meno risorse da spendere per altri beni e servizi» e potrebbe rendere non vantaggiose «alcune produzioni, costringendo a chiudere» avverte Fitch nell'Outlook rilevando che l'Italia ha fatto meno progressi della Germania nel ridurre il consumo di gas in risposta al calo delle forniture. 

Proprio per tale motivo Fitch ha abbassato le aspettative di crescita italiane per il 2022 e ora prevede che l'economia si contrarrà nel 2023 a causa dello shock energetico.


FONTE: LA STAMPA



LA REMISSIONE DEL DEBITO DEL SOCIO

Pubblicato il 14 settembre 2022 alle 15.20

Nelle aziende non sono infrequenti casi in cui i soci vantino crediti verso la società partecipata in riferimento sia ad operazioni svolte in qualità di soci (dividendi, interessi da finanziamenti concessi alla società, compensi, TFM ecc.) sia in qualità di terzi (cessione beni, prestazioni professionali, ecc.).

La rinuncia al credito da parte del socio da remissione è un atto unilaterale ricettizio che genera l’estinzione dell’obbligazione quando è comunicata al debitore, salvo che questi dichiari in un congruo termine di non volerne profittare (art. 1236 c.c.).

Nel dettaglio vi sono due tipologie di rinuncia:

  • Rinuncia finalizzata al rafforzamento patrimoniale della società che, essendo assimilabile ai versamenti in conto capitale, comporta un incremento del patrimonio della società, a prescindere dalla natura originaria del credito (commerciale o finanziario). Il rafforzamento patrimoniale può avvenire, a titolo esemplificativo:

- alla sottoscrizione del capitale sociale, tramite una sorta di compensazione tra debito e credito reciproco;

- alla costituzione di riserve patrimoniali;

- alla copertura di perdite di esercizio;

  • Rinuncia non finalizzata al rafforzamento patrimoniale bensì per motivazioni di tipo commerciale.

Gli effetti della rinuncia sono i seguenti:

a. Per il socio, la rinuncia determina un incremento del valore (e del costo fiscale) della partecipazione;

b. Per la società, l’eliminazione in tutto o in parte del debito dal bilancio.

Concludendo con gli effetti fiscali della remissione, questi saranno diversi in base al soggetto in questione:

• Aspetti fiscali in capo alla società.

La disciplina è contenuta nell’art. 88 comma 4 del Tuir, in base al quale si possono presentare due diverse casistiche:

- Se il valore nominale e il valore fiscale del credito oggetto di rinuncia coincidono, la rinuncia al credito è completamente detassata.

- Se il valore fiscale del credito è inferiore al valore nominale, l'eccedenza concorre alla formazione del reddito della partecipata in qualità di sopravvenienza attiva, da assoggettare a tassazione con una variazione in aumento nella dichiarazione dei redditi. Nel dettaglio, qualora la rinuncia al credito sia finalizzata alla patrimonializzazione e rilevata contabilmente come un apporto di patrimonio, la tassazione è effettuata con una variazione in aumento in sede di dichiarazione dei redditi. Viceversa se la rinuncia al credito non è finalizzata alla patrimonializzazione ed è rilevata contabilmente a conto economico, questa genera una sopravvenienza attiva tassata.

Al fine di conoscere il valore fiscale del credito oggetto di rinuncia, il socio deve rilasciare alla società partecipata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui comunica il costo fiscale del credito, altrimenti il costo fiscale è assunto pari a zero e la società partecipata è tenuta ad assoggettare a tassazione l’intera sopravvenienza attiva.

• Aspetti fiscali in capo ai soci.

La disciplina è contenuta nell’art. 94 comma 4 del Tuir, in base al quale si possono presentare due diverse casistiche:

- Nel caso di coincidenza tra il valore fiscale del credito oggetto di rinuncia ed il valore nominale, la remissione continuerà a non avere alcuna rilevanza fiscale per il debitore, a condizione però che sia ottemperato l’obbligo di comunicazione del valore fiscale;

- Nel caso di crediti che hanno un costo fiscale inferiore al valore nominale, con la rinuncia si avrà l’emersione di un reddito imponibile di importo corrispondente alla differenza tra il valore nominale del credito (ovvero l’ammontare dell’incremento patrimoniale della debitrice) e il costo fiscale dello stesso.


Dott. Caglieri Simone



 

IL SOCIO DI SNC CHE ESERCITA IL RECESSO DEVE ESSERE IN BUONA FEDE

Pubblicato il 14 settembre 2022 alle 13.50

La Corte di Cassazione, nella sentenza 8.7.2022 n. 21731, ha statuito che, nelle società di persone, la legittimità dell’esercizio del diritto di recesso per giusta causa (ex art. 2285 c.c.) deve essere valutata accertando se sia stato o meno esercitato secondo modalità e tempi non finalizzati soltanto allo scopo di arrecare danno all’altra parte. Nel caso di specie è stata confermata la sentenza di merito che aveva ritenuto che il recesso esercitato dalla socia di una snc in reazione all’inadempimento dell’altra socia al dovere di amministrare la società (art. 2257 c.c.) fosse assistito da giusta causa e non fosse contrario al principio di buona fede di cui all’art. 1375 c.c..


FONTE: EUTEKNE



MERCATO DELLA MODA IN FORTE CRESCITA MA CON INCERTEZZA PER LA FINE DEL 2022

Pubblicato il 14 settembre 2022 alle 09.15

L'anno del rilancio. Così possiamo definire il 2022 per l’industria italiana della moda dopo i tempi difficili del Covid. Si stima che l'anno in corso si chiuderà con ricavi per oltre 92 miliardi di euro, in crescita del 10,5% rispetto al 2021 e, soprattutto, è il fatturato più alto mai raggiunto dal settore negli ultimi 20 anni. Quindi tutto rose e fiori? Non proprio. Le stime sulla seconda parte del 2022 sono a crescita zero e le attese per il quarto trimestre sono negative a causa degli effetti dell’inflazione energetica.

 

A tracciare questo quadro sbilanciato sono i Fashion Economic Trends di Camera nazionale della moda, diffusi alla presentazione della fashion week donna di Milano, in programma dal 20 al 26 settembre: «Il 2022 ha segnato una forte crescita –spiega Carlo Capasa, presidente della Camera della moda – ma ora scontiamo gli aumenti dell’energia. Sono necessarie misure drastiche per sostenere le imprese e mi auguro che al Governo siano dati tutti i poteri per farlo. Ad oggi è più conveniente chiudere che continuare a produrre». A trainare il fatturato del settore è stato l’export: nei primi cinque mesi dell’anno è cresciuto in modo importante sia per la moda (+21.9%) sia per i settori collegati (+30,2%). E a fine anno dovrebbero sfiorare gli 80 miliardi.


FONTE: IL SOLE 24 ORE



BOOM DI VENDITE PER L'EBIKE

Pubblicato il 14 settembre 2022 alle 08.10

Le vendite dell'ebike, in forte crescita, si stanno sempre di più avvicinando ai livelli delle biciclette tradizionali. Successo confermato dal ruolo di primo piano ricoperto da questo prodotto all'Italian Bike Festival, l'happening a due ruote che ha visto oltre 40mila persone in tre giorni salutare il passaggio dal lungomare di Rimini al circuito intitolato a Marco Simoncelli.

I dati del mercato mostrano un trend in forte crescita: nel 2021 c'è stato un balzo del 34% delle vendite a 4,5 milioni di pezzi in Europa, poi il ritmo è rallentato arrivando a 5 milioni nel 2021, con un fatturato stimato in 12 miliardi di euro. L'anno che si avvia a chiusura ha segnato per il mercato a due ruote nel suo complesso una battuta d'arresto dopo un biennio decisamente positivo, anche in considerazione dell'incertezza che avvolge l'economia globale e che ha un forte impatto su un settore di beni non primari.

 

Anche in Italia le vendite sembrano resistere alla flessione generalizzata del mercato: dopo due anni con vendite attorno ai due milioni di pezzi, il 17% in più rispetto al 2019 (ma +44% per le ebike), gonfiate anche dall'effetto degli incentivi, le vendite dovrebbero segnare una battuta d'arresto.


FONTE: IL SOLE 24 ORE



CARO ENERGIA, UE: OBBLIGATORIO IL TAGLIO DEI CONSUMI DI LUCE DEL 5% NELLE ORE DI PUNTA

Pubblicato il 14 settembre 2022 alle 07.45

Tagliare la domanda di elettricità mensile del 10%, di cui il 5% nelle ore di punta, un tetto di 180-200 euro per MWh sui ricavi dei produttori di energia elettrica "infra marginali" e un prelievo del 33% sui "super profitti" delle società che forniscono elettricità da fonti fossili che verrà destinato a un "contributo di solidarietà" per compensare gli alti prezzi pagati dai consumatori e dalle imprese più vulnerabili, riduzione obbligatoria del 5% del consumo di elettricità nelle "ore di picco", e che corrisponda ad almeno il 10% delle ore ogni mese. 

Queste sono alcune tra le proposte esaminate dalla Commissione europea per affrontare il caro bollette, come rivelato dall'agenzia di stampa francese "ContexteEnergie". 

"Domani porremo un obiettivo obbligatorio per ridurre i consumi" di elettricità "nelle ore di punta" ma "daremo agli Stati membri la flessibilità di progettare le proprie misure come meglio credono". Lo ha detto la commissaria europea per l'Energia, Kadri Simson, intervenendo alla plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo. 


FONTE: ITALIAOGGI



IL REGIME DEL MARGINE (BENI USATI) E LE OPERAZIONI CON L'ESTERO

Pubblicato il 13 settembre 2022 alle 16.05

Il regime del margine è un regime speciale Iva previsto per i rivenditori di beni usati, di oggetti d'arte, di antiquariato o da collezione, la cui disciplina è dettata dagli articoli 36-40 del DL 41/95. In merito ai rapporti con l'estero dei soggetti che applicano il regime del margine, questi sono regolati dall'art. 37 del DL 41/95 per cui la normativa varia in base alla diversa tipologia di operazione:

• Acquisto di un bene usato da soggetto passivo UE.

Nel caso di acquisto di un bene usato da un soggetto cedente UE il quale, a sua volta, applica il regime del margine nel proprio paese, questo non deve qualificarsi come acquisto intracomunitario e, pertanto, non si dovrà integrare la fattura di acquisto con l’iva (reverse charge) in quanto l’imposta è stata assolta nel paese UE. Al contrario, nel caso in cui il cedente comunitario del bene non applichi il regime del margine, tali operazioni sono assoggettate alla disciplina Iva prevista per gli scambi comunitari.

• Acquisto di bene usato da soggetto privato UE.

L’acquisto di un bene usato da un soggetto privato UE è assimilabile alla casistica di acquisto di un bene usato da un privato nazionale. Di conseguenza sia l’acquisto sia la successiva vendita a terzi saranno soggetti a regime del margine.

• Importazione di bene usato Extra-UE.

I beni importanti scontano l’iva in dogana per cui tali acquisti non possono rientrare nel regime del margine. La successiva vendita sarà soggetta ad iva.

• Cessione bene usato a soggetto passive UE.

La vendita di un bene ad un soggetto passive UE è soggetta al regime del margine e non costituirà cessione intracomunitaria. Nonostante ciò, deve essere presentato l’elenco intrastat ai fini statistici.

• Cessione bene usato a soggetto privato UE.

La cessione in questione rientra nel regime del margine.

• Esportazione bene usato Extra-UE.

In caso di cessione di un bene usato ad un soggetto extra-UE, il margine è non imponibile, concorrendo anche alla determinazione del plafond per gli esportatori abituali.

 

Dott. Caglieri Simone




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