Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale e finanziario, esperto in crisi d'impresa

Rassegna stampa

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CORONAVIRUS, EMERGENZA LIQUIDITA' PER LE IMPRESE

Posted on 20 March, 2020 at 9:45

Alle imprese impantanate nella paralisi del coronavirus serve liquidità, e subito.

 

Secondo l'Osservatorio sul Working Capital realizzato da CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata nella business information, e Workinvoice, prima piattaforma digitale italiana di invoice-trading, "l'emergenza sanitaria in corso in Italia nei prossimi tre mesi avrà un impatto sul capitale circolante delle PMI stimato tra 10 e 19 miliardi di euro su un totale di 342 miliardi di crediti e debiti commerciali". Ma è solo un primo step: secondo i calcoli degli analisti, il fabbisogno finanziario complessivo per tutto il 2020, inclusi i rimborsi del debito finanziario in scadenza e gli investimenti, potrebbe arrivare a 45 miliardi. E quasi il 50% di questa cifra riguarderà le imprese di Lombardia (27% del campione), Veneto (12%) ed Emilia-Romagna (10%), anche perché sono le regioni più colpite dall'emergenza sanitaria.

 

Per arrivare a questi dati, l'Osservatorio ha analizzato un campione di circa 84.000 piccole e medie imprese con fatturato compreso tra 2 e 50 milioni attingendo ai dati bilancio 2018 completi, e ha calcolato il possibile allungamento dei tempi di incasso e pagamento dovuto alle ripercussioni economiche dell'emergenza Covid-19.

 

Il problema principale è che si andrà incontro a un allungamento dei tempi di pagamento, nell'ordine dei 20 giorni su 190 miliardi di crediti commerciali e dei 10 giorni su 152 miliardi di debiti verso i fornitori. "L'impatto stimato indica un aumento dei crediti compreso tra 30 e 41 miliardi e tra 10 e 19 miliardi per il capitale circolante netto". "I nostri clienti - commenta Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS - stanno già registrando i primi segnali di ritardi in aumento rispetto ai termini concordati. Possiamo ragionevolmente attenderci un peggioramento nei prossimi due mesi".

 

L'esigenza di liquidità delle aziende, schiacciate dall'aumento dei tempi di incasso, e con una pressoché certa riduzione dei fatturati, sarà forte. Dice Fabio Bolognini, co-founder di Workinvoice: "La moratoria sulle rate dei mutui aiuta sicuramente, ma non risolve il problema urgente del capitale circolante che in molte imprese si dilaterà nei prossimi due mesi".

 

CRIF ratings, andando a vedere qual è lo stato finanziario delle Pmi per affrontare nel medio termine la crisi, dice che il 37% del campione fronteggia "l'attuale emergenza partendo da situazioni di liquidità già delicate, mentre un ulteriore 7% si ritrova senza molti margini di manovra. Entrambe, secondo le stime di CRIF Ratings, mostreranno nel corso dell'anno esigenze di liquidità per circa 60 miliardi di euro, di cui solo una parte minoritaria, stimata in circa 15 miliardi, potrà essere coperta dai flussi di cassa generati durante il 2020".

 

La principale leva di azione per generare cassa nel breve termine, specie per le aziende operanti in settori ad elevata intensità di capitale, sarà legata al contenimento degli investimenti. I settori più colpiti sono quello del commercio all'ingrosso, la manifattura (in particolare prodotti metallici e non metallici) e il segmento del tessile ed abbigliamento. A questi si aggiunge il settore del turismo/leisure che, nonostante goda generalmente di maggiore liquidità, è uno dei più colpiti dalla crisi determinata dall'emergenza Coronavirus e avrà quindi bisogno di interventi a sostegno.

 

"Le iniziative al vaglio della Commissione Europea e della BCE, insieme al maggiore deficit del governo, potrebbero essere cruciali per la sopravvivenza delle PMI, che rappresentano più del 95% delle nostre imprese", dichiara Marco Bonsanto, Associate Director CRIF Ratings. "Purtroppo la velocità con cui la liquidità immessa nel sistema finanziario raggiunge le PMI non è immediata".


FONTE: REPUBBLICA



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