Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale e finanziario, esperto in crisi d'impresa

Rassegna stampa

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I SINDACATI MINACCIANO LO SCIOPERO

Posted on 23 March, 2020 at 7:45

Il nuovo decreto con il quale il premier Giuseppe Conte ha chiuso tutte le attività non essenziali non soddisfa i sindacati che minacciano lo sciopero. Cgil, Cisl e Uil "invitano categorie eRsu appartenenti ai settori aggiunti nel decreto che non rispondono alle caratteristiche di attività essenziali a mettere in campo iniziative di mobilitazione fino allo sciopero generale", scrive su Twitter la Cisl. "Mai nella mia vita ho chiesto di chiudere aziende, ma in questo momento è necessario sospendere la produzione di beni non essenziali", ha detto ad Agorà la leader della Cisl, Annamaria Furlan. "Noi chiediamo solo coerenza e serietà", ha aggiunto Furlan spiegando: "ci vuole serietà, quando si concordano le attività essenziali non è che, nella notte, s'iniziano ad aggiungere altre attività senza neanche avvisarci. "Niente sotterfugi: si lavora solo in sicurezza oppure sciopero", ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini a Circo Massimo su radio Capital. "A Confindustria - ha aggiunto - diciamo: non si fa così. Basta letterine sottobanco. Gli interessi da proteggere sono quelli di chi lavora. Abbiamo chiesto un incontro al governo". "In questo momento la priorità assoluta è la salvaguardia della salute dei lavoratori, dei pensionati e dei cittadini. In coerenza con il sacrosanto mantra "io resto a casa", noi chiediamo semplicemente che tutti quelli che possono debbano restare a casa. A questo proposito, il decreto sera rappresenta un passo avanti, ma non basta ancora, perché ci sono altre attività che vanno sospese", ha affermato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo.

 

Sul piede di guerra sono soprattutto i sindacati lombardi. I lavoratori dei metalmeccanici della Lombardia saranno con molta probsbilità i primi a mobilitarsi con uno sciopero per chiedere la modifica dell'ultimo decreto. In una nota i sindacati Fim Fiom, Uilm Lombardia spiegano che "il decreto del governo ha definito i settori indispensabili che possono continuare le attività nei prossimi giorni. Riteniamo che l'elenco sia stato allargato eccessivamente, ricomprendendovi settori di dubbia importanza ed essenzialità". "Contemporaneamente, il decreto assegna alle imprese una inaccettabile discrezionalità per continuare le loro attività con una semplice dichiarazione alle Prefetture. Tutte scelte che piegano, ancora una volta, la vita e la salute delle persone alle logiche del profitto: noi non ci stiamo!", proseguono. Fim, Fiom e Uilm della Lombardia dichiarano, e sostengono, fin da ora, ogni possibile azione di mobilitazione e contrasto per impedire che l'esercizio di questa scelta costringa lavoratrici e lavoratori di attività non strettamente indispensabili a dover continuare a recarsi al lavoro. Secondo i sindacati, "l'elenco delle aziende essenziali deve ricomprendere solo quelle attivita' strettamente necessarie e indispensabili per il funzionamento del Paese e non deve lasciare margini di interpretazione e discrezionalità: le aziende che svolgono attivita' non essenziali devono chiudere e i loro dipendenti devono poter stare a casa". "Per questo, nelle aziende appartenenti ai settori che non rispondono alle caratteristiche di attività essenziali e, in ogni caso, in tutti quei luoghi di lavoro dove non ricorrano le condizioni di sicurezza definite nel Protocollo condiviso del 14 marzo 2020, a partire dal 23 marzo 2020, si agira' con lo sciopero gia' dichiarato dalla categoria a livello nazionale il 20 marzo scorso. Fim, Fiom, Uil Lombardia, nelle prossime ore comunicheranno le modalita' di uno sciopero regionale per modificare il decreto e tutelare la salute di tutti", concludono.

 

 

 

Reagisce duramente il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia. "Sciopero generale? Non capisco su cosa. Non ho capito cosa si dovrebbe fare più di quello che si è fatto. Cerchiamo di essere compatti sui fini", ha replcato in un'intervista a Circo Massimo su Radio Capital il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. "I sindacati - ha aggiunto Boccia - dicono che si fa poco e sono pronti allo sciopero generale? Non capisco su cosa. Dico loro di guardare alle cose con grande buon senso, è un momento delicato e il mio appello è di passare dagli interessi alle esigenze, lavoriamo insieme a loro per condividere l`obiettivo di quel decreto. Dobbiamo fare tutto quello che c`è da fare per garantire le filiere essenziali e poi pensare a fare tutto quello che serve perché le altre non chiudano definitivamente. E` nell`interesse del Paese". I codici Ateco che il governo ha indicato "sono ancora più restrittivi di quello che ci aveva indicato il governo in una prima fase. I prefetti se alcuni codici non sono lì dentro o se riguardano beni essenziali possono tenerli aperti, più di questo cosa si deve fare? Se qualcuno abusa ci saranno i prefetti, se qualcuno abusa i sindacati facciano scioperi particolari, ma non lo sciopero generale".


FONTE: ITALIAOGGI



 

 

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