Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione

Rassegna stampa

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IL COLPO DEL COVID SULLE FAMIGLIE: 6 SU 10 TEMONO DI PERDERE IL LAVORO

Posted on 27 May, 2020 at 7:50

 

Dopo sei anni di pur flebile speranza sul destino della propria situazione economica, le famiglie piombano in una prospettiva nera per causa del coronavirus. Uno choc senza precedenti che abbatte il saldo tra ottimisti e pessimisti, secondo quanto emerge dal rapporto annuale Confcommercio-Censis che oltre a dare i dati di consuntivo del 2019 non poteva esimersi dall'indagare l'impatto su fiducia e consumi del Covid 19.

 

Secondo i dati raccolti, a causa della crisi sanitaria e del conseguente lockdown, il 42,3% delle famiglie ha visto ridursi l'attività lavorativa e il reddito, il 25,8% ha dovuto sospendere del tutto l'attività, il 23,4% è finito in Cig; quasi 6 famiglie su 10 nutrono il timore di perdere il posto di lavoro. "Resta molto ampia la fascia di chi, dopo la riapertura del Paese, vede il futuro con pessimismo: il 52,8% vede "nero" per la propria famiglia, ma la percentuale sale al 67,5% con riferimento alle prospettive del Paese", si legge nel rapporto

Come si diceva, l'impatto sulla fiducia delle famiglie è stato piuttosto pesante: dopo 6 anni, infatti, il saldo tra ottimisti e pessimisti torna a registrare valori negativi di entità mai raggiunta prima. Gli ottimisti, in aumento dal 2013, si dimezzano scendendo al 22,4%, mentre aumenta la quota di pessimisti che si attesta al 52,8%, più del doppio rispetto al 2019.

L'ondata di sconforto connessa all'emergenza Covid e alle sue conseguenze economiche sembra aver ridotto l'ampia forbice che ha sempre separato le prospettive della propria famiglia (tendenzialmente improntate ad un maggior ottimismo) da quelle più generali dell'Italia. Infatti, la percentuale dei pessimisti rispetto alla situazione del Paese è pari al al 67,5%.

 

Durante la fase di lockdown, prosegue la ricerca di Confcommercio, alcune attività specifiche sono state impedite e questo ha determinato, tra chi le aveva previste, la rinuncia ad alcune spese: circa la metà delle famiglie ha dovuto rinunciare definitivamente a periodi di vacanza già programmati e il 23% all'acquisto di beni durevoli, come mobili, elettrodomestici, auto. Per molte famiglie invece non si è trattato di una rinuncia definitiva ma di un rinvio alla fine dell'emergenza.

 

Focalizzando l'analisi sul tema delle vacanze estive, a regnare è l'incertezza: oltre la metà delle famiglie non ha infatti programmato nulla e circa il 30% rimarrà a casa non avendo la disponibilità economica. Percentuale, quest'ultima, che sale al 57% per i livelli socio economici bassi. Solo il 9,4% si permetterà il 'lusso' di partire ma con una riduzione di budget e di durata.


FONTE: REPUBBLICA



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