Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione

Rassegna stampa

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DUE MILIARDI DI FATTURATO IN MENO NEL SETTORE VINO

Posted on 29 May, 2020 at 8:00

L'Italia si conferma, in base alle prime stime, il maggior produttore al mondo di vino nel 2019, per il quinto anno consecutivo, davanti a Francia e Spagna. Ma il settore accusa il colpo del coronavirus e le previsioni per il 2020 non sono certo rosee: il 63,5% delle aziende prevede di subire un calo delle vendite rispetto al 2019; una flessione che, per il 41,2% del campione, supererà il 10%.

 

La consueta fotografia del comparto vinicolo, scattata annualmente dall'Ufficio studi di Mediobanca, prende in esame 215 società vinicole, con un fatturato 2018 superiore a 20 milioni e ricavi aggregati per 9,1 miliardi, con un focus internazionale su 14 grandi imprese estere quotate, con un fatturato superiore a 150 milioni e ricavi aggregati per 5,7 miliardi.

 

 

Il primo elemento è che il campione considerato prevede tempi bui, sul versante delle vendite interne e sull'export (il 60% prevede un calo del giro d'affari oltrefrontiera) con una contrazione complessiva superiore a quella registrata nel 2009. Un pessimismo più sfumato per le cooperative, generalmente più legate alla grande distribuzione, e per i produttori di vino spumante: le prime si aspettano di risentire meno del calo dei consumi nei ristoranti e nei luoghi pubblici in generale, così come dovrebbero essere meno impattati dalla crisi del turismo vacanziero e d'affari. I secondi, puntando soprattutto sui brindisi natalizi e comunque durante le festività, sperano di arrivare a quella fase dell'anno avendo ormai superato l'emergenza sanitaria e le remore alla vita sociale.

 

Ma, considerando le vendite interne e l'export, la perdita complessiva del fatturato del settore vinicolo potrebbe aggirarsi sui due miliardi di euro, parimenti distribuiti tra le vendite interne (il 65% dei consumi avviene attraverso canali diversi dalla grande distribuzione) e minori esportazioni. Il calo, rispetto al fatturato 2019, è nell'ordine del 20-25%. Lo scorso anno il giro d'affari complessivo del settore era aumentato dell'1,1% sul 2018, confermandosi per il secondo anno consecutivo in crescita ma con un ritmo decisamente più contenuto rispetto agli anni passati.

 

Le aziende più grandi, però, crescono di più. Nel 2019 le 39 etichette con un fatturato superiore ai 60 milioni hanno registrato un incremento delle vendite pari al 2,2%. Cantine riunite-Giv si conferma al top della classifica, con 630 milioni di fatturato, seguita da Caviro (329 milioni, in lieve calo rispetto all'anno prima) e da Antinori (246 milioni, al primo posto tra i gruppi non cooperativi). Altre tre cantine (Casa vinicola Botter, appena entrata nel radar di Clessidra-Italmobiliare, Fratelli Martini e Zonin) hanno avuto un fatturato superiore ai 200 milioni.

 

Del resto il peso della crisi si fa sentire anche a livello mondiale: nei primi tre mesi del 2020 la capitalizzazione complessiva di Borsa delle imprese quotate nel mondo ha bruciato quasi l'intera crescita dell'ultimo quinquennio. Se si allarga lo sguardo però ad un arco temporale di quasi venti anni (gennaio 2001/marzo 2020) il bilancio è ancora largamente positivo: l'indice mondiale del settore, nella versione total return (comprensiva della distribuzione dei dividendi) è cresciuto del 222,5%, contro una crescita media del 129% delle Borse mondiali.


FONTE: REPUBBLICA



 

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