Dott. Caglieri Simone

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Rassegna stampa

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CERNOBBIO FA IL TIFO PER DRAGHI: "SAREBBE UNA MANNA DAL CIELO"

Posted on 7 September, 2020 at 8:35

La scena è questa: chiedi ai partecipanti al Forum Ambrosetti che escono alla spicciolata dalle eleganti sale di Villa d’Este del ruolo che potrebbe avere Mario Draghi e alzano gli occhi al cielo. Alcuni pensano alle parole pronunciate qui sabato dal premier Giuseppe Conte, che vedrebbe bene un secondo mandato di Sergio Mattarella, escludendo così dalla corsa al Quirinale lo stesso ex presidente della Bce. E alzano gli occhi al cielo: «Ma come è venuto in mente, a Conte?». Lo dicono sotto promessa di anonimato per non farsi nemico il presidente del Consiglio. «La verità? Draghi è una risorsa che il Paese non si merita – sbotta un navigato top manager, che negli anni a Cernobbio ne ha viste di tutti i colori –. Ho trovato subdolo che, proprio per bruciare l’ex presidente della Bce, Conte abbia proposto Mattarella. Anche la storia della candidatura in Europa... Se Conte pure avesse proposto Draghi, i Paesi del Nord non l’avrebbero mai fatto passare». Draghi, nel Forum delle élite, resta una chimera. «Ho sempre pensato che non volesse fare il presidente del Consiglio, ma ho cominciato a sperare da quando è andato a Rimini, dopo un lungo silenzio: un segnale di disponibilità. Sarebbe la manna dal cielo...».

C’è chi invece accetta di parlarne apertamente, soprattutto quando viene chiesto se Conte deve temere di essere sostituito da Draghi. La professoressa Elsa Fornero esclude questa ipotesi anche se si rende conto che la maggioranza è fragile. E salva soprattutto Gualtieri. «Avere un punto di forza nel governo come Gualtieri è una cosa importante. Questo governo è molto debole, il Pd dovrebbe essere più assertivo rispetto ai 5S». Allora meglio la soluzione Draghi? «Non ci credo – è la risposta di Fornero –. Con tutte le difficoltà del caso questo governo durerà fino all’elezione del presidente della Repubblica e magari fino al 2023 perché bisogna spendere presto e bene le risorse europee». Inoltre «non penso che Draghi in questo momento abbia voglia di prendere un’eredità di questo tipo in un momento come questo. Metterlo in mezzo significa anche bruciarlo...». A bordo lago c’è chi intravede per l’ex numero uno della Bce un ruolo ancora più ampio. «Mario Draghi è una delle persone migliori che abbiamo e che l’Europa ha, e forse non soltanto l’Europa – ragiona Corrado Passera, banchiere ed ex ministro collega di Fornero –. Sul “Financial Times” ho scritto che l’Europa per tornare leader in dinamismo e forza ha bisogno di un piano di investimenti da 5 mila miliardi. Quello che non ho scritto è che quel piano bisognerebbe affidarlo a una persona come lui. Con l’esperienza che ha, con la credibilità che ha accumulato, può contribuire ancora tanto, soprattutto a livello europeo». Difficile trovare un manager cui non piaccia l’idea di un Draghi nuovamente in campo: «È una risorsa preziosissima per il Paese», dice ad esempio Agostino Santoni, ad di Cisco Italia. L’ex ministro Roberto Maroni passeggia con il suo successore, la ministra Luciana Lamorgese. Incrociano la collega De Micheli e qualcuno fa notare alla responsabile del Viminale che allora c’è qualche leghista che l’apprezza. «Molto più di quanto sembri», sorride Lamorgese. De Micheli li provoca scherzosamente: «Allora, visto che andate così d’accordo, che avete deciso?». «Che il governo dura sino a fine legislatura», assicura Maroni. Già, fino al 2023. E Draghi? L’ex governatore lombardo è certo: «Guardi che il primo a non pensarci è proprio lui».


FONTE: LA STAMPA



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