Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione

Rassegna stampa

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FMI: IN ITALIA CALO DEL PIL PEGGIORE DELLE PREVISIONI

Posted on 14 October, 2020 at 8:15

Un po’ meglio, un po’ peggio. Questa, in sintesi, la prospettiva economica dell’Italia e del Pianeta in termini di prodotto interno lordo così come viene individuata nell’ultima revisione del World economic outlook, il rapporto sullo stato di salute macro del Pianeta. La pandemia rimane elemento di criticità assoluta ad ogni livello, destinato a bruciare 28 mila miliardi di dollari nel corso del prossimo lustro al cospetto di una ripresa esposta ancora a lungo e importanti rischi. Il Fmi ribadisce che la crisi in atto è la peggiore dalla Grande Depressione” tale da lasciare “cicatrici" nel medio termine, soprattutto dal punto di vista occupazionale.

Italia

Il Fmi migliora le stime per l'Italia per il 2020, ma taglia quelle per il 2021. Per l'economia nazionale è attesa quest'anno una contrazione del 10,6%, in miglioramento di 2,2 punti percentuali rispetto al -12,8% previsto in giugno. Il prossimo anno il Pil è invece stimato in rialzo del 5,2%, ovvero l’1,1% in meno rispetto alle stime di giugno. La Nota di aggiornamento al DEF stilata dal governo di Giuseppe Conte prevede -9% quest'anno e +6% il prossimo. Gli indicatori condannano l’Italia all’ultimo posto nella classica relativa ai Paesi del G7 nel 2020: al cospetto dei seguenti dati: -6% della Germania,-9,8% di Francia e Gran Bretagna, -4,3% degli Stati Uniti, -7,1% del Canada e -5,3% del Giappone. Posizione destinata a migliorare il prossimo anno scaldando almeno tre posizioni secondo quanto spiegato nel Weo.

Non sembrano attenuarsi gli effetti del Covid sulla disoccupazione in Italia per la quale il Fmi prevede un livello pari all'11,0% nel 2020, in aumento rispetto al 9,9% del 2019. Il prossimo anno il tasso di disoccupazione salirà ulteriormente all'11,8%. Il tasso italiano è superiore alle media europea dell'8,9% quest'anno e del 9,1% il prossimo. Nonostante questo l’Italia non è fanalino di coda dell’area euro dove invece fanno peggio la Spagna, con il 16,8% sia nel 2020 sia nel 2021, e la Grecia, con il 19,9% quest'anno e il 18,3% il prossimo.

Sul fronte del disavanzo le stime sono per un ulteriore incremento nel 2020 al 161,8% del Pil dal 134,8% del 2019, a fronte di una flessione al 158,3% nel 2021 e al 152,6% nel 2025. Il deficit è fissato al 13% quest'anno e al 6,2% il prossimo (al 2,5% nel 2025). Pronunciato il balzo del deficit per la Francia: salirà al 10,8% del Pil quest'anno con un debito al 118,7%.

Europa vs Stati Uniti

Le revisioni del Fmi per Europa e Stati Uniti sono della stessa direzione tendenziale di quelle effettuate per l’Italia, ovvero riduzione delle perdite nel 2020 e riduzione della crescita per l’anno venturo. Il Pil di Eurolandia calerà dell'8,3% quest'anno, migliorando così di 1,9 punti rispetto al -10,2% stimato in giugno. Nel 2021 la crescita è attesa al +5,2%, ovvero 0,8 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni precedenti. Per gli Stati Uniti il Fondo stima un calo del pil nel 2020 del 4,3%, in deciso miglioramento rispetto al -8,0% previsto a giugno. La ripresa americana nel 2021 risulterà però più lenta di quella europea, con gli Usa che segneranno un +3,1%, ovvero 1,4 punti percentuali in meno rispetto alle stime di giugno. Da segnalare anche il balzo del debito pubblico americano dal 108,7% del 2019 al 131,2% del 2020, per salire al 133,6% del 2021 al 136,9 del 2025. Un'esplosione innescata dei pacchetti "trilionari" di stimolo anti-Covid varati dall'amministrazione di Donald Trump in accordo col Congresso Usa. Di medesimo tenore sono le rettifiche per il Pil di Germania, Francia e Gran Bretagna, lasciando invece invariate quelle per la Spagna sugli anni 2020 2021 a dimostrazione di come l’istituzione guidata da Kristalina Gheorghieva sia stato più prudente nelle precedenti rilevazioni.

Congiuntura globale

"La crisi è lungi dall'essere finita": "è essenziale che il sostegno della politica di bilancio e di quella monetaria non venga ritirato in modo prematuro”, afferma Gita Gopinath, capo economista del Fmi, inaugurando il primo ei rapporti presentati in occasione dei lavori annuali (virtuali) di Fmi e Banca mondiale. Gopinath spiega che nonostante il Pianeta stia emergendo dal "collasso" l'occupazione resta ben al di sotto dei livelli pre-pandemia e il mercato del lavoro del lavoro è diventato più polarizzato, con i giovani e le donne maggiormente colpiti. Le perdite complessive per la produzione mondiale a causa del Coronavirus, rispetto alle previsioni pre-pandemia, saliranno da 11 mila miliardi di dollari nel 2020-2021 e a 28.000 miliardi nel periodo 2020-2025. "Questa è la crisi peggiore dalla Grande Depressione" e probabilmente lascerà "cicatrici" nel medio termine in quanto il mercato del lavoro impiega tempo per riprendersi e gli investimenti sono trattenuti dall'incertezza. Gli stimoli di bilancio per 12 mila miliardi di dollari decisi a livello globale e le azioni delle banche centrali "hanno salvato vite e prevenuto una catastrofe finanziaria".


FONTE: LA STAMPA



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