Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione

Rassegna stampa

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IL COVID TOGLIE ALLA BIRRA 1,6 MILIARDI DI FATTURATO

Pubblicato il 19 novembre 2020 alle 09.50

La pandemia ha dato una mazzata anche al settore della birra: non è che si sia bevuta meno birra a casa, ma durante i lockdown (totali o parziali) è mancato o si è ridotto il canale di vendita dei bar, dei ristoranti e delle pizzerie, e i consumi domestici non lo hanno compensato. In Italia la filiera della birra generava quasi 10 miliardi di euro (9.483 milioni) di valore condiviso, dando lavoro a 108 mila famiglie (+18% rispetto al 2017) e versando contributi allo Stato per 4,5 miliardi di euro (+8% in 3 anni). Ma a partire da marzo il valore condiviso del settore birra è sceso di quasi 1,6 miliardi, con una perdita di circa 21.000 posti di lavoro lungo l’intera filiera in appena 6 mesi. Adesso il comparto chiede allo Stato di ripensare la fiscalità, riducendo accise e Iva e agevolando gli investimenti per un possibile rilancio.

I dati, che fotografano l’andamento del settore nel 2019 e nei primi 6 mesi del 2020, evidenziano un “prima” e un “dopo” Covid-19 e sono stati diffusi dall’Osservatorio Birra con la presentazione del 4° Rapporto “La creazione di valore condiviso del settore della birra in Italia”, realizzato da Althesys. Per calcolare il valore condiviso, lo studio ha analizzato tutte le fasi della filiera della birra (approvvigionamento materie prime, produzione, logistica, distribuzione e vendita), considerando gli effetti diretti (valore aggiunto, contribuzione fiscale, occupazione, ecc.) delle attività dell’industria birraria italiana, quelli indiretti e indotti, le ricadute degli investimenti pubblici.



FONTE: LA STAMPA


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