Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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ISCRIZIONE IN BILANCIO DELLE PARTECIPAZIONI SOCIALI

Pubblicato il 03 maggio 2021 alle 14.35

La classificazione delle immobilizzazioni finanziarie si basa sul criterio della destinazione per cui gli elementi patrimoniali saranno classificati come tali solo in caso di uso durevole nell’impresa mentre, al contrario, lo stesso sarà classificato nell'attivo circolante se utilizzato solo nel breve periodo in quanto detenuto per la negoziazione. In sostanza il criterio della destinazione comporta una diversa classificazione in base al'uso delle partecipazioni: queste sono classificate come immobilizzazioni finanziarie se costituiscono degli investimenti strategici e duraturi oppure attività finanziarie se detenute per la negoziazione.

La valutazione nello stato patrimoniale di tali elementi varia in base alla diversa classificazione:

• Le partecipazioni non costituenti immobilizzazioni son valutate al minore tra il costo ed il valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato;

• Sulla base dell'OIC 21, par. 21, le partecipazioni costituenti immobilizzazioni sono valutate al criterio del costo anche se, facoltativamente, è ammessa la possibilità di adottare il metodo del patrimonio netto. Nello specifico la quota sociale deve essere iscritta al costo di acquisto comprensivo degli oneri accessori quali, ad esempio, commissioni, spese, imposte di bollo e registro, costi di intermediazione bancaria e finanziaria in genere. Nel caso di operazioni inerenti il trasferimento significativo di partecipazioni di controllo, gli oneri accessori possono comprendere i costi di consulenza corrisposti a professionisti per gli studi di fattibilità e convenienza dell'operazione di investimento.

Nel caso in cui in sede di chiusura dell'esercizio il valore della partecipazione risulti durevolmente (non temporanea) inferiore al suo costo, ai sensi dell'art. 2426 c.c. è necessario provvedere alla sua svalutazione. Premessa la generale difficoltà nel valutare la durevolezza o meno del valore inferiore della partecipazione rispetto al suo costo, sarà comunque necessario accertare che tali risultati negativi siano derivanti da problematiche strutturali e non episodiche come, ad esempio, possono essere dei risultati negativi con carattere contingente (OIC 21, par. 38 ). In tal senso basti pensare ad una crisi del mercato di riferimento o al fenomeno dell'obsolescenza tecnologica o la riduzione del capitale per perdite.

Il metodo alternativo per la valutazione delle partecipazioni sociali è quello del patrimonio netto, pari alla frazione di patrimonio netto alla data dell’acquisizione o risultante dall’ultimo bilancio approvato della partecipata oppure il progetto di bilancio redatto dall’organo amministrativo (OIC 17, par. 164). In sede di prima applicazione della metodologia in esame, si avrà una diversa contabilizzazione in base se il costo d’acquisto è maggiore o minore al valore corrispondente della quota di patrimonio netto:

a) Se il costo d’acquisto della partecipazione è superiore al valore della corrispondente quota di patrimonio netto, la differenza può essere iscritta nell’attivo patrimoniale della partecipante indicandone le ragioni nella nota integrativa del bilancio d’esercizio. Tale differenza deve essere ammortizzata limitatamente alla parte attribuibile ai beni ammortizzabili, compreso l’avviamento;

b) Se il costo d’acquisto della partecipazione è inferiore al valore della corrispondente quota di patrimonio netto, si iscrive in bilancio il maggior valore della partecipazione (con contropartita in “altre riserve”) se la differenza è dovuta al compimento di un buon affare oppure si iscrive in bilancio la partecipazione al costo se dovuta alla previsione di risultati economici sfavorevoli.


Dott. Caglieri Simone



 

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