Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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INSEGNAMENTO CON APPLICAZIONE DI IVA

Pubblicato il 08 luglio 2021 alle 08.45

L'esenzione dall'Iva prevista per i corsi di formazione organizzati dagli enti pubblici non può essere estesa alle prestazioni didattiche rese dai docenti nei confronti degli enti stessi. Dette prestazioni esulano infatti dalla previsione dell'art. 10, n. 20), del dpr 633/72, in quanto non sono rese da soggetti riconosciuti da pubbliche amministrazioni, né da insegnanti a titolo personale. Lo chiarisce l'agenzia delle entrate nella risposta ad interpello n. 457 del 7 luglio 2021, respingendo la tesi secondo cui alle parcelle emesse nei confronti degli ordini professionali dai relatori incaricati di effettuare prestazioni didattiche nell'ambito dei corsi formativi organizzati dagli ordini stessi, dovesse applicarsi il medesimo regime di esenzione spettante agli enti organizzatori, in virtù, sostanzialmente, dell'implicito riconoscimento pubblico insito nell'affidamento dell'incarico di docenza.

L'agenzia premette che la norma nazionale recepisce l'art. 132, lettere i) e j), della direttiva Iva, che esenta, rispettivamente:

- l'educazione dell'infanzia o della gioventù, l'insegnamento scolastico o universitario, la formazione o la riqualificazione professionale, nonché le operazioni strettamente connesse, effettuate da enti di diritto pubblico di istruzione o da altri organismi riconosciuti dallo stato membro come aventi finalità simili;

- le lezioni impartite da insegnanti a titolo personale e relative all'insegnamento scolastico o universitario.

Osserva quindi che, come chiarito dalla Corte di giustizia Ue nella sentenza 28 novembre 2013, C-319/12, i servizi educativi e formativi di cui alla lettera i) sono esentati solo se effettuati da enti di diritto pubblico aventi finalità di istruzione o da altri organismi riconosciuti come aventi finalità simili.

In base a tale disposizione, l'agenzia ha ritenuto applicabile l'esenzione anche ai corrispettivi percepiti da determinati enti, ad esempio enti strumentali agli Ordini territoriali, per l'attività di formazione e aggiornamento professionale degli iscritti, da essi svolta in base ad accordi di collaborazione con gli Ordini stessi.

Quanto alla disposizione della lettera j), la Corte, con sentenza 14 giugno 2007, ha precisato che le lezioni di un docente a titolo personale, rese attraverso un istituto di istruzione, sono esenti solo se impartite «per proprio conto e sotto la propria responsabilità». E' invece imponibile la docenza resa dal libero professionista all'istituto che organizza l'attività didattica, quando è l'istituto stesso ad assumere ogni rischio per la gestione dei corsi. Con sentenza 28 gennaio 2010, C-473/08, inoltre, la Corte ha chiarito che non impartisce lezioni «a titolo personale» il docente che operi nell'ambito di corsi di formazione proposti da un ente terzo che sia responsabile dell'istituto di formazione e che abbia retribuito il docente in quanto erogatore di servizi a beneficio del sistema educativo amministrato dall'ente stesso.

Posto che, nella fattispecie, le docenze dei singoli relatori sono svolte sotto la direzione, il controllo e la responsabilità degli Ordini che organizzano i corsi, tali prestazioni, se rese nell'esercizio di attività di lavoro autonomo, devono essere assoggettate all'Iva con aliquota ordinaria.

In definitiva, quindi, nella fattispecie si verifica il fenomeno dell'Iva occulta, dato che l'ente, effettuando operazioni esenti, non può detrarre l'Iva addebitata dai docenti, ma la incorporerà nel corrispettivo delle prestazioni richiesto ai discenti.


FONTE: ITALIAOGGI



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