Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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CAUSE DI PRELAZIONE NEL SOVRAINDEBITAMENTO CON DUBBI

Pubblicato il 08 luglio 2021 alle 13.45

L’art. 160 co. 2 del RD 267/42 legittima la falcidia dei creditori privilegiati, disponendo che il trattamento per ciascuna classe non può avere l’effetto di alterare l’ordine delle cause di prelazione (“absolute priority rule”).

Tale disposizione ha due deviazioni: la prima concerne i casi di fabbisogno concordatario garantito da risorse esogene, ove il debitore può decidere l’ordine di soddisfazione; la seconda si rinviene nell’art. 182 ter del RD 267/42, che, mancante dell’inciso dell’art. 160 co. 2, orienta la giurisprudenza a ritenere non obbligatorio, nel trattamento dei crediti tributari e previdenziali, il rispetto dell’ordine delle cause di prelazione (Trib. Avellino 6.5.2021).

In materia di sovraindebitamento, l’art. 7 della L. 3/2012 ripropone l’art. 160 del RD 267/42, salvo l’inciso sul rispetto dell’ordine dei privilegi.

Si individua un sistema improntato alla regola della “priorità relativa” per il sovraindebitamento. Circa la possibilità di voto dei “privilegiati declassati”, una valutazione dei sistemi di “raggiungimento delle maggioranze” evidenzia come il principio del concordato (art. 177 del RD 267/42) non si rinviene nell’omologazione dell’accordo (art. 11 della L. 3/2012), con la possibilità di esclusione dal voto per la parte di privilegio che non trova capienza nel valore dei beni oggetto di garanzia. L’art. 79 del DLgs. 14/2019, invece, prevede che i creditori soddisfatti parzialmente sono equiparati ai chirografari per la parte residua del credito.


FONTE: EUTEKNE



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