Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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COVID, GOVERNO VERSO L'USO DEL GREEN PASS SUL MODELLO FRANCIA. MA ALL'ITALIANA

Pubblicato il 14 luglio 2021 alle 07.50

Proroga dello stato di emergenza di almeno due mesi e rilascio del green pass solo dopo la seconda dose. Sono le misure principali che il governo discuterà la prossima settimana per fermare la risalita della curva epidemiologica. L'ipotesi di cui si ragiona è il modello adottato da Macron in Francia: imporre il green pass per salire sui treni, o andare al ristorante. Ma la proposta sarà adattata all'Italia. "In Italia stiamo confermando le oltre 500mila vaccinazioni ogni giorno. Però la variante Delta ci preoccupa e quindi credo che si debba trovare una via italiana all'utilizzo ampio del green pass". Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini: "Su questo non inseguiamo modelli stranieri. Il governo valuterà di estendere l'utilizzo del green pass ad altri servizi nella logica di incentivare le vaccinazioni", ha aggiunto. Un uso allargato del green pass, trapela da fonti di governo, "sarà oggetto di discussione e valutazione nei prossimi giorni". Il sottosegretario alla Salute Sileri, intanto, propone di fare subito come ha fatto la Francia, applicando "sul serio" il green pass, niente quarantena per chi ha ricevuto due dosi, rivedere i parametri nel giro di una o due settimane: "Se concedessimo alle discoteche di aprire col green pass, avremmo la corsa di chi ha tra i 18 e i 40 anni a vaccinarsi". Sulla stessa linea Gelmini ma con qualche distinguo: "Ok a una via italiana".

 

L'idea, condivisa dal Pd e dal ministro di Leu Roberto Speranza, è quella di evitare nuove chiusure di locali pubblici o altre attività , ma far pagare un prezzo (sul piano della libertà ) a chi non si vaccina. Lega e Fratelli d'Italia già fanno muro e il premier Mario Draghi non vuole aprire lo scontro con i partiti. Ma di fronte alla risalita di contagi si ritiene indispensabile muoversi con anticipo per rallentare la corsa della variante Delta. La cabina di regia sarà convocata la prossima settimana, ma già domani potrebbe esserci una riunione informale per valutare il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità. Sui tavoli del governo ci sono i grafici e i dati dei contagi e dei decessi nel Regno Unito, il Paese dove la variante Delta è diventata dominante in anticipo. A preoccupare il premier, il ministro Speranza e gli scienziati è quel 56% in più sui numeri delle ospedalizzazioni in una settimana e il raddoppio dei decessi registrati da Londra, che ieri erano 50. Nelle riunioni riservate il responsabile della Salute parla di "cambio di fase in Europa", si chiede quanti ricoveri in terapia intensiva e quanti morti potrebbe provocare da noi la proiezione dei dati inglesi e spinge perche' il governo decida al piu' presto le nuove misure. I dati su cui si fonderanno le scelte del governo sono due, uno positivo e l'altro negativo. Il primo e' il numero importante di vaccini somministrati, ieri sera eravamo a 58.700.000, con una media giornaliera di circa 530 mila iniezioni. Il secondo, tutt' altro che incoraggiante, riguarda la capacita' diffusiva della variante Delta, che impone di organizzare al piu' presto una rete di protezione in grado di reggerne l'urto. La decisione deve ancora essere assunta, ma nel governo danno ormai per scontato che la certificazione verde sara' rilasciata solo a partire dalla seconda dose e non piu' dopo la prima somministrazione. Il patto tra Draghi e Salvini prevede di discuterne pochi giorni prima della scadenza fissata al 31 luglio, ma nell'attuale situazione sembra scontato che ci sia una proroga dello stato di emergenza. Un rinvio che servira' a gestire la campagna vaccinale e soprattutto il ritorno dei ragazzi a scuola.


FONTE: ITALIAOGGI



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