Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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GREEN PASS, IL GOVERNO PREPARA LA STRETTA

Pubblicato il 19 luglio 2021 alle 08.15

C'è attesa per quanto deciderà il governo di Mario Draghi sui tempi e sui modi dell'applicazione del green pass. Ci si chiede quale potrebbe essere la linea dell'esecutivo, ovvero, se seguirà il modello francese che introduce l'obbligo di presentazione di un lasciapassare vaccinale anche per l'accesso a bar e ristoranti oppure un'applicazione più blanda, ovvero soltanto per i viaggi a medio raggio, concerti e stadi. Le attenzioni sono puntate sulla cabina di regia che si riunirà domani, intanto, il mondo scientifico e la politica continua a dividersi. "Il Green pass non solo deve diventare obbligatorio per i ristoranti al chiuso, ma anche per i mezzi di trasporto pubblico come autobus e metropolitana", afferma il professor Walter Ricciardi, ordinario di Igiene e Sanità Pubblica all'Universita Cattolica di Roma e consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza, in un'intervista con il "Messaggero". "Non possiamo obbligare le persone a vaccinarsi, però chi non lo vuole fare avrà meno opportunità o, quanto meno, dovrà eseguire un tampone antigenico ogni volta che vorrà frequentare luoghi affollati o usare i mezzi pubblici", aggiunge.

Nel governo però restano i distinguo della Lega. Il leader del Carroccio, Matteo Salvini, rimarca la linea, "Per andare a San Siro, con 50mila persone, o a concerti, da 40mila, il Green Pass ha senso, ma sui treni pendolari no, per mangiare la pizza no. Mettiamo in sicurezza genitori e nonni senza punire nipoti e figli", dice in un'intervista con "la Repubblica". "Usiamo il modello tedesco, niente Pass, ma buon senso, educazione, regole. In Francia l`hanno reso obbligatorio sia perché la campagna vaccinale aveva difficoltà, sia per il crollo di popolarità di Macron", sottolinea Salvini. Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, in un'intervista con la "Gazzetta del Mezzogiorno", esprime una linea soft. "Se in una regione i contagi superano quota 50mila ma non aumentano i ricoveri, invece di chiudere tutto è meglio utilizzare gradualmente il green pass per tutte le occasioni di assembramento tipo cinema, teatri eccetera", dice. Ma "non credo al momento che sia necessario intervenire anche su bar e ristoranti. Se poi - aggiunge - il numero dei positivi dovesse aumentare di molto si può estendere il lasciapassare settore per settore".

Alle decisioni del governo guardano con particolare attenzione le Regioni alle prese con l'avvio della stagione turistica. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, dice "Concordo con Salvini,il certificato non può essere richiesto anche per andare in bagno. Se l`aumento dei contagi è contenuto e le strutture ospedaliere tengono, può servire però alla ripresa dell`attività di discoteche, stadi, organizzazioni di grandi eventi". Nel caso invece la curva dei ricoveri salisse ancora, per Fedriga "invece di chiusure generalizzate, potremmo decidere di aprire tutte le attività solo ai vaccinati. Ma spero non accada: sarebbe ingiusto far soffrire comparti già penalizzati".

Per il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia "è inutile creare confusione intorno al green pass. Gli allarmismi sono dannosi per i cittadini, il turismo e per tutta l'economia nel suo complesso". "Il green pass - sottolinea il ministro - ha senso solo per entrare in discoteca o allo stadio o per partecipare a grandi eventi, che prevedono una grande affluenza di pubblico".


FONTE: ITALIAOGGI



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