Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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EVITABILE IL SUBENTRO DEL CESSIONARIO NEI CONTRATTI AZIENDALI A CERTE CONDIZIONI

Pubblicato il 07 settembre 2021 alle 14.05

Nella cessione d’azienda, l’art. 2558 c.c. stabilisce che, se non è pattuito diversamente, l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale.

Resta salva l’ipotesi che, allo specifico contratto, risultino applicabili norme “speciali”, previste per particolari tipologie di contratto (tra le altre, l’art. 36 L. 392/78, in tema di successione del cessionario nei contratti di locazione aventi per oggetto immobili commerciali).

Nella nozione di “contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda” si comprendono (Cass. n. 5495/2001):

- sia i c.d. “contratti di azienda”, aventi per oggetto il godimento di beni aziendali non appartenenti all’imprenditore e da lui acquistati per lo svolgimento dell’attività imprenditoriale (ad esempio, i contratti di leasing; Cass. n. 20417/2016 );

- sia i c.d. “contratti di impresa”, attinenti all’organizzazione dell’impresa stessa, quali ad esempio i contratti di somministrazione con i fornitori, di assicurazione di appalto e simili.

Dunque, qualora il cedente o il cessionario intendano derogare alla regola generale ed evitare che il cessionario subentri al cedente nei rapporti negoziali in essere alla data del trasferimento dell’azienda, dovranno provare alternativamente (Cass. n. 3312/2001):

- o il “carattere personale” del contratto;

- o l’esistenza del “patto contrario” tra le parti.


FONTE: EUTEKNE



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