Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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REVOCATORIA SUL COMPENSO DEL LIQUIDATORE

Pubblicato il 29 settembre 2021 alle 13.10

Cass. 28.9.2021 n. 26244 ha escluso che il compenso del liquidatore di società sia esente da revocatoria (art. 67 lett. a) e f) del RD 267/42).

L’esenzione da revocatoria è giustificabile davanti ad interessi che il legislatore ha ritenuto “superiori” (Cass. nn. 27939/2020 e 4340/2020).

Non può essere invocato, in primo luogo, l’art. 67 co. 3 lett. a) del RD 267/42, che favorisce la conservazione dell’impresa nell’ottica dell’uscita dalla crisi e che, di conseguenza, andrebbe riferito ai pagamenti delle forniture, quali negozi espressivi dell’esercizio dell’attività (Cass. n. 25162/2016).

Non rileva, in secondo luogo, l’art. 67 co. 3 lett. f) del RD 267/42, in quanto tale esenzione trova la sua ragione nella tutela del fattore della produzione rappresentato dalla forza lavoro (anche intellettuale), ai fini della conservazione dell’organismo produttivo e della sua funzionalità (anche in vista della cessione dell’azienda).

Ai fini dell’esenzione da revocatoria, peraltro, non rileva che l’attività del liquidatore abbia, in concreto, portato benefici all’attivo fallimentare.

La revocatoria non investe il contratto, ma il pagamento per le attività del liquidatore, che risulta lesivo della par condicio creditorum: le somme (liquidate e) percepite dal liquidatore sono sottratte alla distribuzione tra i creditori concorrenti.


FONTE: IL SOLE 24 ORE - EUTEKNE



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