Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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GREEN PASS PER I DIPENDENTI

Pubblicato il 29 settembre 2021 alle 15.15

DATORI DI LAVORO E LA VERIFICA DEL GREEN PASS

Sulla base di quanto stabilito dall’art. 9-septies del D.L. 52/2021, a partire dal 15 ottobre i datori di lavoro saranno tenuti a verificare che i lavoratori non in possesso del green pass Covid-19 non accedano al luogo in cui prestano la loro attività.

La norma in questione prevede che il controllo dovrà essere effettuato, ove possibile, prioritariamente al momento dell’accesso al luogo di lavoro e potrà avvenire anche a campione, modalità quest’ultima che implica la possibilità che un dipendente entri in azienda anche senza la certificazione e che tale circostanza sia accertata solo in un secondo momento.

In merito alle conseguenze per il lavoratore in caso di mancanza del green pass, queste variano in base al momento in cui avviene l’accertamento:

  • Se l’accertamento della circostanza avviene all’atto dell’ingresso sul luogo di lavoro, il datore dovrà limitarsi a non consentire al dipendente di entrare, senza che sia necessario adottare alcun provvedimento formale. Inoltre non potrà essere applicata alcuna sanzione disciplinare in quanto l’unico effetto per il lavoratore non munito di green pass al momento dell’accesso sul luogo di lavoro sarà quello della perdita del diritto alla retribuzione. L’assenza sarà considerata ingiustificata così come quei dipendenti che non si presentino sul luogo di lavoro comunicando preventivamente di non essere in possesso del green pass;
  • Se l’accertamento della mancanza del green pass avviene quando il dipendente è già sul luogo di lavoro, è possibile anche l’applicazione di sanzioni disciplinari (oltre a quelle amministrative, di competenza del Prefetto e non del datore di lavoro). L’entità della sanzione disciplinare dovrà essere commisurata alla gravità del comportamento tenuto dal lavoratore.

CONTROLLO SOLO SE PRESENTI LAVORATORI DIPENDENTI

Poiché il legislatore qualifica il green pass come un lasciapassare per lavorare in ambienti in cui sono presenti lavoratori dipendenti, l’obbligo non si applica per coloro che si recano in abitazioni private, in uffici o in aziende ma solo se non ci sono lavoratori dipendenti.

Un esempio. L'idraulico che si reca a casa di un privato non è soggetto al controllo se la famiglia non ha domestici perché non va in un «luogo di lavoro». Invece, se in quella famiglia c'è un domestico assunto, l’idraulico dovrà esibire il green pass al familiare titolare del rapporto di lavoro, che è un «datore di lavoro». Idem se l'idraulico si reca presso un'azienda: se ci sono dipendenti è soggetto a controllo, in base a quanto stabilito dal datore di lavoro; altrimenti no.

I CONTROLLI A CAMPIONE DEL DATORE DI LAVORO

Nelle Faq del Governo è stato chiesto se le aziende che effettueranno controlli a campione sul personale potranno incorrere in sanzioni nel caso in cui un controllo delle autorità dovesse riscontrare la presenza di lavoratori senza green pass. La risposta è negativa «a condizione che i controlli siano stati effettuati nel rispetto di adeguati modelli organizzativi come previsto dal decreto-legge n. 127 del 2021», cioè secondo le regole che i datori di lavoro, compresi quelli domestici, devono stabilire prima del 15 ottobre.


Dott. Caglieri Simone



 

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