Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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LA MESSA IN LIQUIDAZIONE DELLE SOCIETA' DI PERSONE A SEGUITO DEL VENIR MENO DELLA PLURALITA' DEI SOCI

Pubblicato il 12 ottobre 2021 alle 14.45

Al venir meno della pluralità dei soci nelle società di persone, si apre un periodo di 6 mesi nel quale l'unico socio superstite deve decidere se proseguire la propria attività ricostituendo la pluralità della compagine oppure mettere in liquidazione l'azienda a seguito del verificarsi della corrispondente causa di scioglimento.

Lo scioglimento della società comporta il passaggio dallo stato produttivo allo stato liquidatorio, a seguito del quale il patrimonio sociale deve essere utilizzato:

1) per estinguere i debiti sociali

2) per ripartire il residuo tra i soci.

In sostanza, il verificarsi dello scioglimento della società non comporta l’estinzione della stessa (cass., 18964/2013) bensì la sostituzione dello scopo lucrativo con quello liquidatorio (cass., n. 24955/2013).

Come specificato nella sentenza della Cassazione n 8599/2003, diversamente dalle società di capitali dove la procedura di liquidazione è obbligatoria per legge, nelle società di persone tale procedimento non è posto dalla legge in modo assoluto poiché i soci possono evitarla optando per una delle seguenti soluzioni alternative:

  • Procedendo ad una divisione concordata tra i soci;
  • Chiedendo al giudice la definizione dei reciproci rapporti;
  • In presenza di una specifica clausola statutaria.

In sostanza, come sottolineato anche dalla sentenza n. 16175/2000 della Cassazione, per le società di persone il procedimento di scioglimento e liquidazione costituisce la regola obbligatoria dove, però, i soci sono liberi di stabilirne le modalità di liquidazione sia in via preventiva (clausole statutarie) sia successivamente (accordo tra i soci). Pertanto il ricorso al procedimento liquidatorio formale è possibile solo ove manchi l’accordo dei soci o gli stessi preferiscono avvalersene. Quindi il verificarsi della causa di scioglimento comporta l’apertura della fase liquidatoria, senza la necessità che vi sia l’adempimento degli obblighi pubblicitari fissati dalla norma. In altri termini questi ultimi non hanno efficacia costitutiva ma operano esclusivamente in termini di opponibilità ai terzi.

La successiva cancellazione della società di persone determina un fenomeno di tipo successorio dei debiti sociali in dipendenza del quale i soci sono gli effettivi titolari di quest'ultimi alla luce della loro responsabilità illimitata. Quindi l’ordinamento da una parte stabilisce la data in cui la società si estingue mentre dall’altra tutela i creditori accollando ai liquidatori, agli amministratori e ai soci, le responsabilità originariamente poste in capo alla società, relativamente ai debiti non soddisfatti con le attività risultanti dal bilancio finale di liquidazione.


Dott. Caglieri Simone



 

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