Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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REGIME IVA DELL'EDITORIA - PARTE 1 DI 2

Pubblicato il 14 ottobre 2021 alle 15.10

L’Iva da applicare alle operazioni riguardanti i prodotti editoriali assume il carattere di un'imposta monofase: non colpisce l’incremento di valore dei beni nei vari passaggi ma l’Iva rimane in carico ad un unico soggetto passivo, l’editore.

L’editore è l’operatore che intraprende l’iniziativa economica editoriale, dove le operazioni interessate sono le seguenti cessioni: giornali quotidiani e periodici, libri, cataloghi e depliants, stampati su carta o registrati su supporti informatici o fisici (CD, CD-rom, ecc.).

Dall’altra parte sono esclusi dal regime dell’editoria i seguenti beni:

1) Cessioni dei prodotti editoriali unitamente a beni diversi dai supporti integrativi, con prezzo indistinto e in unica confezione, se il costo del bene ceduto congiuntamente alla pubblicazione è superiore al 50% del prezzo dell’intera confezione;
2) I prodotti editoriali oggetto di cessione intracomunitaria ed esportazione in quanto operazioni non imponibili iva;
3) Prestazioni di intermediazione;

4) I giornali periodici gratuiti quali veicoli per la diffusione di messaggi pubblicitari;

5) Prodotti editi on-line (es. E-book), ciò in quanto le cessioni telematiche sono da configurarsi quale “commercio elettronico diretto”, con l’impossibilità di estendere loro i benefici previsti per il settore editoriale dalla normativa Iva.

Per il calcolo dell’Iva nell’editoria sono applicabili due regimi che operano in base:

  • Alle copie effettivamente vendute.

Questo primo regime costituisce il sistema obbligatorio di determinazione dell’imposta per le cessioni di:

- Cataloghi;

- Giornali e periodici pornografici;

- Giornali quotidiani, periodici e libri con beni diversi dai supporti integrativi;

- Riviste periodiche da parte di associazioni sportive e pro-loco, che esercitano l’opzione per l’esonero degli obblighi di tenuta delle scritture contabili e che già applicano l’imposta in misura forfettaria.

L’Iva a carico dell’editore è determinata, per ognuna o per tutte le testate o titoli, in base al numero delle copie effettivamente vendute, quindi sulla differenza (base imponibile) tra quelle da lui consegnate o spedite e quelle restituitegli in quanto rimaste invendute. Dalle copie effettivamente vendute si procedere allo scorporo dell’imposta dall’ammontare dei corrispettivi. Sulla base imponibile così determinata si deve poi applicare l’aliquota (in genere quella del 4%).

Ciò comporta, anche al fine di superare la presunzione di cessione, che l’editore istituisca una speciale registro tenuto e conservato ai sensi dell'articolo 39 del Dpr 633/1972, sul quale annotare, per ciascuna pubblicazione:

- la data di consegna o spedizione;

- le quantità consegnate o spedite;

- la descrizione del prodotto editoriale

- la data di restituzione;

- le quantità restituite;

- quelle cedute;

- il prezzo di copertina;

- la base imponibile

Per poter operare nel “Sistema delle copie vendute”, occorre manifestarne l’opzione, barrando l’apposito rigo del quadro VO, della dichiarazione annuale IVA da presentarsi l’anno successivo a quello in cui la scelta è stata operata, con effetto vincolante triennale. L’effetto dell’opzione varia in base alla diversa tipologia:

> Se è effettuata per l’intera testata o titolo, ha effetto fino a quando non è revocata, con le medesime modalità, ed è comunque vincolante per 3 anni;

> Se invece l’opzione è effettuata per singolo numero, essa è vincolata limitatamente al numero stesso e può essere comunicata cumulativamente per i numeri relativi all’intero anno, in sede di dichiarazione annuale.

 


Dott. Caglieri Simone



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