Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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DUBBI SUL TRATTAMENTO FISCALE DEI TAMPONI COVID PAGATI AI DIPENDENTI

Pubblicato il 15 ottobre 2021 alle 13.50

In relazione all’obbligo di green pass per l’accesso ai luoghi di lavoro, sorgono alcuni dubbi in merito al trattamento fiscale nel caso in cui il datore di lavoro sostenga il costo del tampone COVID 19 per il dipendente non vaccinato. Ai sensi dell’art. 51 co. 1 del TUIR, infatti, il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro, ferma restando la soglia di esenzione dei fringe benefit (516,46 euro per il 2021).

Stando tuttavia all’art. 9-septies co. 6 del DL 52/2021, in base al quale il lavoratore sprovvisto di green pass è assente ingiustificato “al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro”, il costo del tampone potrebbe considerarsi sostenuto nell’interesse del datore di lavoro, con conseguente esclusione da tassazione.

L’Agenzia delle Entrate potrebbe tuttavia valorizzare la natura strettamente “personale” del green pass.


FONTE: EUTEKNE



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