Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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RIMBORSO IVA ASSOLTA IN ALTRO STATO

Pubblicato il 21 ottobre 2021 alle 14.50

La normativa ammette il rimborso dell’iva assolta in un altro paese nei seguenti casi:

• Iva assolta in altri Stati membri dell’Unione Europea da parte di soggetti passivi stabiliti in Italia (art. 38-bis1 del DPR 633/72);

• Iva assolta in Italia da parte di soggetti passivi stabiliti in altri Stati membri dell’Unione Europea (art. 38-bis2 del DPR 633/72);

• Iva assolta in Italia da parte di soggetti passivi stabiliti in Stati extra UE con i quali sussistono accordi di reciprocità (art. 38-ter del DPR 633/72).

Di seguito analizziamo ciascuna delle tre casistiche.


Per consentire ai soggetti passivi italiani di richiedere il rimborso per l’iva assolta in altri paesi UE è necessario - oltre alla necessità che il contribuente in questione effettui operazioni che conferiscono il diritto alla detrazione Iva in Italia - rispettare i seguenti requisiti:

1) Non avere la sede della propria attività né stabile organizzazione (con la quale sono effettuate operazioni commerciali) nello Stato membro di rimborso;

2) Non aver effettuato operazioni territorialmente rilevanti nello Stato membro di rimborso, salvo che si tratti di prestazioni di trasporto e relativi servizi accessori non imponibili Iva nonché di operazioni soggette a Iva a seguito di reverse charge.

Dall’altra parte, però, la giurisprudenza UE ha sancito che il diritto al rimborso dell’Iva non è precluso nei casi di:

a) Soggetto passivo che possiede nello stato membro di rimborso una stabile organizzazione tramite la quale non sono realizzate operazioni imponibili;

b) Abbia nominato un rappresentante fiscale ai fini Iva nel predetto Stato (cfr. Corte di Giustizia 6.2.2014 causa C-323/12), oppure, si sia ivi identificato ai predetti fini o avrebbe dovuto farlo (cfr. Corte di Giustizia 11.6.2020 causa C-242/19).

Per chiedere il rimborso in questione occorre presentare un’istanza all’Agenzia delle Entrate tramite l’apposito portale elettronico entro il 30 settembre dell’anno successivo al periodo di riferimento (termine sul quale non si applica il rinvio al primo giorno lavorativo successivo qualora i termini per gli adempimenti fiscali scadono di sabato o in un giorno festivo).

La somma richiesta a rimborso non può essere inferiore:

- a 400 euro se la richiesta si riferisce a un periodo inferiore a un anno civile, ma non a tre mesi;

- a 50 euro se la richiesta si riferisce a un anno civile o alla parte residua di un anno civile.

Qualora alla fine dell’anno solare la percentuale di detrazione sia diversa da quella utilizzata in modo provvisorio nel corso del medesimo periodo, i soggetti passivi che applicano il pro rata devono comunicare, entro l’anno solare seguente, la nuova percentuale di detrazione a tutti gli Stati membri a cui hanno chiesto il rimborso dell’IVA assolta. La comunicazione è effettuata contestualmente alla presentazione di una nuova istanza di rimborso o, in mancanza, con apposita comunicazione (provv. Agenzia delle Entrate 1.4.2010 n. 53471, § 1.7).


La richiesta di rimborso dell’iva assolta in Italia da soggetti passivi UE può essere presentata se rispettati i seguenti requisiti:

1) Non aver avuto una stabile organizzazione nel territorio dello Stato;

2) Non aver effettuato operazioni territorialmente rilevanti in Italia, salvo che si tratti di operazioni soggette a IVA con il meccanismo del reverse charge, di prestazioni di trasporto e relativi servizi accessori non imponibili IVA nonché di operazioni effettuate ai sensi dell’art. 74-septies del DPR 633/72.

Anche in questo caso la giurisprudenza UE ha sancito che il diritto al rimborso dell’Iva non è precluso nei casi di:

a) Soggetto passivo che possiede nello stato membro di rimborso una stabile organizzazione tramite la quale non sono realizzate operazioni imponibili;

b) Abbia nominato un rappresentante fiscale ai fini Iva nel predetto Stato (cfr. Corte di Giustizia 6.2.2014 causa C-323/12), oppure, si sia ivi identificato ai predetti fini o avrebbe dovuto farlo (cfr. Corte di Giustizia 11.6.2020 causa C-242/19).

Tale richiesta di rimborso può essere inviata:

> A partire dal primo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento ed entro il 30 settembre dell’anno solare successivo al periodo di riferimento;

> A partire dal primo gennaio dell’anno successivo a quello oggetto della richiesta annuale di rimborso ed entro il 30 settembre del medesimo anno.

La somma richiesta a rimborso non può essere inferiore:

- a 400 euro, se la richiesta si riferisce a periodi infrannuali;

- a 50 euro, se la richiesta si riferisce a un anno civile.


In conclusione la normativa prevede anche il rimborso dell’iva assolta in Italia da soggetti passivi Extra Ue con i quali esistono accordi di reciprocità (attualmente, Israele, Norvegia e Svizzera) e rispettando i seguenti requisiti:

1) Essere soggetti passivi dell’Iva o dell’imposta sulla cifra d’affari nello Stato di domicilio o residenza;

2) Non avere una stabile organizzazione in Italia;

3) Non aver effettuato operazioni territorialmente rilevanti in Italia, salvo le eccezioni previste.

Occorre, inoltre, che:

> Lo Stato extra UE assicuri lo stesso trattamento agli operatori economici italiani;

> I beni mobili siano acquistati o importati e i servizi siano acquistati nell’esercizio di impresa;

> L’imposta risulti detraibile.

L’istanza deve essere presentata entro e non oltre il 30 settembre dell’anno successivo a quello cui si riferisce la richiesta, mediante o raccomandata A/R o corriere o consegna a mano.

L’importo dell’IVA che forma oggetto della richiesta di rimborso non può essere inferiore:

- a 400 euro, se l’istanza è trimestrale;

- a 50 euro, se l’istanza è annuale.


Dott. Caglieri Simone



 

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