Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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BONOMI (CONFINDUSTRIA): SUL LAVORO PENSIONIAMO SENZA OFFRIRE NULLA AI LAVORATORI

Pubblicato il 26 ottobre 2021 alle 08.00

«La posizione di Confindustria non é cambiata: siamo fortemente contrari a quota 100, a quota 102 e a quota 104. Da imprenditori guardiamo i numeri e i numeri ci dicono che non ha ottenuto l'effetto sperato. Ci avevano detto che per ognuno che andava in pensione ne sarebbero stati assunti tre. Nella realtà l'effetto é di 0,4. Stiamo pensionando chi ha un lavoro senza offrire un lavoro ai giovani. Noi riteniamo che si debba intervenire sui lavori usuranti, qui effettivamente c'è un problema».

Parla Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. Lo fa alle Ogr di Torino, dove l'unione industriale per la sua assemblea annuale ha portato centinaia di ragazzi. Un messaggio: le imprese devono ripartire dai giovani, guardare al futuro. Bonomi, oltre alla manovra, guarda con preoccupazione alle nozze sfumate tra UniCredit e Monte dei Paschi. «Mps é un tema che va affrontato assolutamente, bisogna guardare a un terzo polo bancario. Capisco le esigenze del ministero del Tesoro che deve risolvere la situazione, in questo mi auguro che ci sia una grande discussione nazionale su un terzo polo. Serve perché nell'affrontare il piano nazionale di ripresa e resilienza gli investimenti privati saranno la cosa più importante, quindi avere tre poli bancari importanti secondo me potrebbe essere utile anche per gli imprenditori». E il fatto che lo Stato debba tornare a mettere mano al portafogli? «Potremmo parlare di Alitalia, di Ilva. Ne abbiamo di esempi.... Montepaschi è un problema non possiamo far finta di niente, però affrontiamolo una volta definitivamente e facciamolo in una ottica di sistema».

Duro anche l'attacco alle politiche economiche: «Next Generation Eu è un debito delle future generazioni, io credo che dovrebbe essere responsabilità di tutti avere l’ossessione alla crescita. Se guardo alle manovre che mi vengono proposte: 1 miliardo in più per il reddito di cittadinanza, quota 102 e poi tante altre bandierine, io faccio fatica a capire dov'è la crescita» dice Bonomi secondo cui «con questa manovra noi abbiamo l'occasione di iniziare un percorso che affianca il Pnrr, che dovrebbe essere tutto concentrato sulla crescita, perché noi abbiamo contratto un debito pubblico emergenziale non indifferente».

 

Sul tema Green Pass e sulle proteste Bonomi taglia corto: «Guardo sempre il bicchiere mezzo pieno, in questo caso è pieno quasi fino all'orlo e gli italiani hanno dimostrato senso di responsabilità ed educazione civica: dovremmo esaltare questo invece di parlare di una minoranza che soffia sul fuoco». Per quanto riguarda l'introduzione della carta verde nelle imprese, «problemi ci sono e ci saranno anche in futuro ma abbiamo sempre detto: ci si siede a un tavolo e i problemi si affrontano e si risolvono, tenendo conto che è un provvedimento che guarda a una responsabilità nazionale che era mettere in sicurezza il Paese, non solo i luoghi di lavoro».

Infine il Piemonte. «Ha subito un colpo molto forte ma è strutturalmente solida sta soffrendo per l'automotive però l'aerospazio può essere il futuro». Sullo sfondo il folle aumento delle materie prime: «Mi preoccupa molto come mi preoccupa l'innalzamento dei costi energetici. Ma é il costo del lavoro che non ci rende competitivi per cui chiediamo un intervento sul cuneo fiscale. É l'unica cosa su cui il nostro Paese può lavorare per rendere competitive e attrattive le nostre imprese. Noi con la manovra abbiamo l'occasione di iniziare un percorso che deve essere tutto focalizzato sulla crescita, deve essere una ossessione di tutti. Se guardo le bandierine dei partiti fatico a capire».


FONTE: LA STAMPA



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