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ALLARME DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE PER IL CARO ENERGIA

Pubblicato il 15 gennaio 2022 alle 08.45

Gli ultimi dati Eurostat relativi al caro energia del primo semestre 2021 mostrano come le piccole e medie imprese paghino l'energia elettrica il 75,6% e il gas il 133,5% in più delle grandi aziende: dati questi che allarmano il mondo delle pmi italiane alla luce del fatto che negli altri Paesi questo gap sia più contenuto del nostro.

Per far fronte a questa problematica, si legge in una nota della Cgia di Mestre, molte pmi hanno deciso di introdurre o potenziare la politica del "lavorare di notte" per abbattere i costi energetici nonostante le assenze legate al Covid abbiano ridotto all'osso gli organici aziendali, creando grosse difficoltà a garantire processi produttivi efficienti. Questo differenziale di costo energetico tra pmi e grandi imprese si deve in particolar modo a motivazioni diverse tra energia elettrica e gas:

  • Per l'energia elettronica si deve soprattutto all'entrata in vigore, dal primo gennaio 2018, della riforma degli energivori la quale ha previsto un'agevolazione per le grandi industrie, azzerando per queste la voce ''Oneri e Imposte'' e ridistribuendola tra tutte le altre imprese escluse dalle agevolazioni. 
  • Per il gas, invece, il divario tariffario si deve alle offerte personalizzate che le grande industrie ricevono dai fornitori al fine di adeguare il prezzo alle proprie necessità.

Confrontando la situazione italiana con quella del resto dell'Unione Europea emerge, nella nota della Cgia di Mestre, che le pmi italiane sono quelle che pagano di più in termini di costi energetici. Tra tutti i paesi UE, infatti, solo rispetto alla Germania le nostre imprese pagano in meno (del 12,6%), mentre rispetto alla media europea i nostri piccoli imprenditori pagano mediamente il 15% per cento in più. La situazione non cambia in riferimento al costo del gas dove, tra i Paesi dell'Area euro, le Pmi italiane sono al terzo posto (dopo Finlandia e Portogallo) per la tariffa più elevata. 


FONTE: LA STAMPA



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