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ESENZIONE IVA PER LE PRESTAZIONI MEDICHE E SANITARIE

Pubblicato il 15 gennaio 2022 alle 14.50

La normativa comunitaria ai fini iva prevede che sono esenti ex art. 10 le prestazioni mediche destinate alla diagnostica, trattare e curare le malattie o anomalie della salute. In tal senso per usufruire dell’esenzione Iva è necessario che siano rispettati i seguenti requisiti:

Requisito oggettivo, per cui l’esenzione è prevista per le prestazioni sanitarie alla persona con un livello di qualità sufficiente (Corte di Giustizia 27.4.2006 n. C-443/04 e C-444/04);

Requisito soggettivo, nel quale la prestazione deve essere effettuata nell’ambito dell'esercizio delle professioni mediche e paramediche così come definite dallo Stato membro interessato.

Sulla base di quanto appena detto, passando alla normativa italiana si applica l’esenzione iva ex art. 10 del DPR 633/72 per le prestazioni che rispettano i seguenti requisiti:

> Requisito oggettivo, per cui rientrano nel regime di esenzione le prestazioni sanitarie di diagnosi (identificare la patologia), cura (identificare le prestazioni di assistenza generica, specialistica, infermieristica, ospedaliera e farmaceutica) e riabilitazione rese alla persona (con prevalente prestazione di fare e rivolte al recupero funzionale e sociale).

> Requisito soggettivo, per cui si richiede che la professione o arte sanitaria esercitata deve rientrare tra quelle soggette a vigilanza ai sensi dell'art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie (c.d. TULS), approvato con R.D. 1265/1934 (e successive modificazioni), ovvero deve essere ricompresa tra quelle individuate con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro delle finanze.

Pertanto, a titolo esemplificativo, risultano soggette a vigilanza l'esercizio della medicina e chirurgia, della veterinaria, della farmacia, delle professioni sanitarie ausiliarie di levatrice, assistente sanitaria visitatrice, ostetrica, podologo, chiropratici (corte di giustizia 27/06/2019 n. C- 597/17), fisioterapista, chirurgia estetica (l’intervento non deve essere posto in essere per scopi puramente cosmetici), infermiera diplomata, logopedisti, massofisioterapisti (solo se hanno conseguito il titolo anteriormente al 17/03/1999), dietista, odontotecnico (cfr. C.M. 28.2.1991 n. 13), meccanico ortopedico ed ernista, infermiere abilitato o autorizzato (compresi in quest'ultima categoria i capi bagnini degli stabilimenti idroterapici e i massaggiatori), biologo, psicologo, odontoiatra (L. 409/85), laboratori radiologici, laboratori di analisi mediche e di ricerche cliniche.

Viceversa per gli ottici è prevista l’esenzione Iva per:

a) Le operazioni di individuazione del difetto visivo;

b) L’approntamento delle lenti, nonché il montaggio delle medesime sulle montature,

c) L’applicazione delle lenti a contatto sull’occhio dell’ametrope.

Per le restanti attività è invece prevista l’imponibilità ai fini IVA.

Da sottolineare, inoltre, la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 20.12.2011 n. 128, in cui rientrano nel perimetro di applicazione dell’esenzione Iva le prestazioni rese da professionisti sanitari nei confronti della farmacia e le prestazioni poste in essere dalla farmacia nei confronti del cliente/paziente.

Al contrario non rientrano nell’esenzione ex art. 10 DPR 633/72 le prestazioni fornite dagli operatori socio sanitari, degli educatori tecnico-sportivi (laureati in scienze motorie) e i fisici specialisti in fisica medica.

 


Dott. Caglieri Simone



 

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