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LA PREDEDUCIBILITA' DEI CREDITI NEL NUOVO CODICE DELLA CRISI

Pubblicato il 20 settembre 2022 alle 14.35

Il nuovo art. 6 CCII ha sostanzialmente tipizzato l’orientamento giurisprudenziale degli ultimi anni, orientato verso un binomio occasionalità-funzionalità, riconoscendo di fatto la prededucibilità non solo a quei crediti qualificati come tali da una specifica disposizione di legge, ma anche quelli sorti in occasione o in funzione di procedure concorsuali, ovvero crediti connessi a prestazioni tipicamente collegate alla gestione della crisi d’impresa, principalmente costituiti dalle prestazioni svolte dai professionisti che assistono il debitore prima dell’accesso o durante la procedura concorsuale.

Scendendo nel dettaglio dell’art. 6 CCII, sono considerati prededucibili i seguenti crediti:

1) Crediti prededucibili sulla base di espresse disposizioni di legge;

2) Crediti relativi a spese e compensi per le prestazioni rese dall’organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento.

Il legislatore sembra abbia scientemente limitato la prededuzione alle prestazioni svolte dall’OCC, quale organismo espressamente previsto dalla normativa, escludendo di fatto i crediti vantati dai professionisti;

3) I crediti professionali sorti in funzione della domanda di omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti o del piano di ristrutturazione soggetto a omologazione e per la richiesta delle misure preventive, nei limiti del 75% del credito accertato e a condizione che gli accordi o il piano siano omologati.

Il legislatore riconosce la prededucibilità del credito del professionista che assiste l’imprenditore nella fase di predisposizione dell’accordo di ristrutturazione - in tal senso confermando le ultime sentenze della Cassazione (sentenza 9087 del 12/04/2018) che riconducono l’istituto della ristrutturazione dei debiti a quello delle procedure concorsuali - “destinato all’omologazione giudiziale”: pertanto l’omologazione è il prerequisito indispensabile per il riconoscimento della prededuzione.

Per rispettare certi limiti di economicità della procedura, il legislatore ha inteso riconoscere la qualifica di prededucibilità (premessa l’omologazione come prerequisito indispensabile) solo al 75% di tali crediti;

4) I crediti professionali sorti in funzione della presentazione della domanda di concordato preventivo nonché del deposito della relativa proposta e del piano che la correda, nei limiti del 75% del credito accertato e a condizione che la procedura sia aperta ai sensi dell’articolo 47 CCII.

Anche in tal caso, per il riconoscimento della prededucibilità, è richiesta l’apertura della procedura oltre al fatto che, per rispettare certi limiti di economicità della procedura, il legislatore ha inteso riconoscere la qualifica di prededucibilità solo al 75% di tali crediti;

5) I crediti legalmente sorti durante le procedure concorsuali per la gestione del patrimonio del debitore e la continuazione dell’esercizio dell’impresa, il compenso degli organi preposti e le prestazioni professionali richieste dagli organi medesimi.

In continuità con la normativa previgente, per “legalità” il legislatore si riferisce ai crediti nati durante la procedura, sia per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione (senza necessità di autorizzazioni) sia di straordinaria amministrazione purché l’imprenditore abbia ottenuto l’autorizzazione da parte del tribunale o del giudice delegato.

Sulla base delle casistiche esposte nell’art. 6 CCII, possiamo affermare come non sia riconosciuta la prededucibilità per nessuno dei professionisti (avvocato, attestatore, commercialista) che abbiano assistito l’imprenditore nella predisposizione di accordi o piani ristrutturativi non omologati o di concordati preventivi non omologati, oltre alle prestazioni rese dai professionisti per la predisposizione della domanda di omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti o della domanda di concordato minore.


Dott. Caglieri Simone



 

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