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L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO

Pubblicato il 22 settembre 2022 alle 14.15

Il bilancio delle società di capitali deve essere redatto da parte degli amministratori (consiglio di amministrazione o consiglio di gestione). L’esame della bozza avviene in apposita seduta del consiglio di amministrazione convocata in tempo utile per permettere tempestivamente sia la trasmissione del progetto di bilancio al collegio sindacale (se previsto) sia al deposito degli stessi presso la sede sociale per consentirne la visione ai soci.

I termini da rispettare variano in base alla presenza o meno dell’organo di controllo (collegio sindacale o consiglio di sorveglianza o comitato per il controllo sulla gestione). Di conseguenza, il Consiglio di amministrazione dovrà essere convocato almeno:

30 giorni prima dell’assemblea dei soci se il progetto di bilancio deve essere comunicato all’organo di controllo;

15 giorni prima dell’assemblea dei soci negli altri casi.

Un volta redatto il bilancio, questo deve essere consegnato all’organo revisore e al collegio sindacale, in modo che quest’ultimi possano redigere le apposite relazioni.

Di seguito i predetti documenti (bilancio, relazione del collegio sindacale, relazione dell’organo revisore) devono essere depositati presso la sede sociale entro almeno 15 giorni dalla data di convocazione dell’assemblea dei soci, in modo da poterne prendere visione.

Ai sensi dell’art. 2364 comma 2 c.c., la convocazione dell’assemblea deve essere effettuato entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio o un periodo inferiore nel caso in cui previsto dallo statuto o dall’atto costitutivo. Al contrario può anche essere previsto in maggior termine, non superiore a 180 giorni, in presenza di determinate circostanze eccezionali come, ad esempio, la redazione di un bilancio consolidato, nella prima convocazione non vi era il numero necessario per la validità assembleare (in questo caso deve esserci un verbale di assemblea deserta), lo richiedano particolari esigenze di struttura ecc.

Le formalità necessarie per la convocazione dell’assemblea dei soci variano in base al tipo di società:

a) Nel caso di S.p.a. e S.a.P.a. l’avviso di convocazione deve essere pubblicato almeno 15 giorni prima di quello fissato per l’assemblea o sulla Gazzetta Ufficiale o in un quotidiano indicato nello statuto.

b) Nel caso delle S.r.l. (art. 2479 bis comma 1 c.c.) o S.p.a. non quotate (art. 2366 comma 4 c.c.) la normativa stabilisce che i modi di convocazione dell’assemblea dei soci devono essere indicati nell’atto costitutivo (ad esempio telegrammi, telex, telefax, posta elettronica certificata, ecc.). In mancanza di riferimenti nello statuto, si dovrà procedere a convocazione mediante lettera raccomandata spedita ai soci – presso i domicili risultanti dal Registro delle imprese - almeno 8 giorni prima della data fissata per la riunione dell’assemblea dei soci. Nonostante il legislatore civile niente specifichi in merito, è consigliabile effettuare la convocazione mediante raccomandata A/R poiché, come da sentenza del Tribunale di Milano del 04/08/2010, ove il socio deduca di non aver ricevuto l’avviso di convocazione, l’onere di provare la corretta convocazione ricade sulla società.

Qualora sia necessario convocare una seconda volta l’assemblea dei soci, l’orientamento giurisprudenziale prevalente – sulla base del combinato degli artt. 2364 comma 2 e 2369 c.c. – è volto a riconoscere che l’assemblea in seconda convocazione deve avvenire entro 30 giorni dalla prima.

In caso di mancata convocazione dell’assemblea o di ritardo, la giurisprudenza è concorde nel ritenere tale fatto una grave irregolarità, tale da giustificare l’immediata revoca di amministratori e sindaci. Tuttavia è opinione prevalente che la violazione afferente il ritardo rispetto ai termini di legge dell’approvazione del bilancio, non invalidi l’assemblea che approva il bilancio (Cassazione 7623/1997).

Al contrario l’omissione della convocazione o il suo ritardo comporta la responsabilità nei confronti degli amministratori e dei sindaci, qualora non abbiano adottato gli opportuni provvedimenti atti ad impedire l’omissione, esponendo gli stessi alle seguenti conseguenze:

- Ai sensi dell’art. 2631 c.c. è prevista una sanzione amministrativa (da € 1.032 ad € 6.197) se la convocazione non avviene nei termini previsti dalla legge o dallo statuto;

- Qualora la legge non preveda un termine entro cui effettuare la convocazione, questa si considera omessa quando sono trascorsi 30 giorni dal momento in cui gli amministratori sono venuti a conoscenza del presupposto che obbliga la convocazione stesso;

- La sanzione pecuniaria è aumentata di un terzo in caso di convocazione a seguito di perdite o per effetto di espressa richiesta da parte dei soci.

- Ciò vuol dire che il ritardo nella convocazione dell’assemblea è giusta causa per un’eventuale revoca degli amministratori o anche dei sindaci nel caso appena specificato, ma non è una motivazione valida per rendere l’assemblea nulla.

Il controllo e il potere di irrogare la sanzione amministrativa è rimesso alle Camere di Commercio.

 


Dott. Caglieri Simone



 

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