Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione e crisi d'impresa

Rassegna stampa

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GLI ALLEVAMENTI ITALIANI TRA I PIU' SOSTENIBILI AL MONDO

Pubblicato il 06 luglio 2021 alle 07.40

«Il nostro modello di allevamento, per un chilo di carne prodotta, emette un quinto di CO2 rispetto a quello di Asia o America: i sistemi zootecnici italiani sono tra i più sostenibili». A ribadirlo è stato Luigi Scordamaglia, presidente di Assocarni, intervenendo alla tavola rotonda organizzata dalla sua associazione e da Uniceb in vista del summit delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari i cui lavori preparatori si terranno a Roma dal 26 al 28 luglio.

Il comparto della zootecnia in Italia vale complessivamente 30 miliardi di euro, con più di 180 mila addetti, mentre a livello europeo vale 170 miliardi di euro: «Il consumo di carne rossa in Italia non solo è in linea, ma addirittura al di sotto delle raccomandazioni dell’Oms - ha ricordato Scordamaglia - per quella bovina siamo a meno di 25 grammi al giorno. È l’ideologia il principale nemico della transizione ecologica».

Tra i peggiori nemici del comparto, in questo momento, gli allevatori italiani e quelli europei puntano il dito soprattutto contro l’industria della carne sintetica: «Chiunque è libero di mangiare delle cellule indifferenziate prodotte in un brodo di crescita e antibiotici - ha detto Scordamaglia - per produrre la carne bovina consumata in Italia ci vorrebbero 470 piscine olimpioniche di questo brodo di crescita, tra l’altro ottenuto da cellule bovine non certo vegetali. Ma chiamarla con termini che richiamano la carne è una frode».

«In Italia la filiera della zootecnia è già sostenibile , di qualità e rispettosa del benessere animale - ha ribadito nel corso del convegno anche il sottosegretario all’Agricoltura, Gian Marco Centinaio -. Nel momento in cui ci viene chiesto di essere ancora più sostenibili e di rispettare di più l’ambiente l’importante è non pretendere l’impossibile. E se si chiedono sforzi ai produttori e alla filiera ci devono essere anche fondi adeguati per poterli affrontare». E si è detto pronto a fare lavoro di squadra anche il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani: «Penso che l’Italia nel settore agrifood rimanga una nazione guida a livello mondiale. Credo che il Pnrr debba essere utilizzato per fare ancora meglio della concorrenza internazionale. L’obiettivo è alzare ancora di più l’asticella. Dire che la carne rossa faccia male - ha affermato il ministro - non è vero, sono gli eccessi che sono nocivi, come in tutte le cose. Quando si consuma carne rossa in quantità ragionevoli moderate, intono ai 20 grammi al giorno secondo recenti studi scientifici, i vantaggi superano gli svantaggi».


FONTE: IL SOLE 24 ORE



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